Warsan Shire

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‘When the world is too much.’ Quando il mondo è troppo. Da sopportare, da sostenere, da seguire.

Non è la mia di voce che importa, che serve, che conta al momento. Rinuncio quindi alle discussioni sull’invisibilità di chi traduce, per fare da tramite a queste, di voci. Una al giorno. Diciassette giorni. Diciassette voci, per più di 530 persone uccise.

cosa hanno fatto ieri pomeriggio

hanno dato fuoco alla casa di mia zia
ho pianto come piangono le donne in tv
piegandomi in due al centro
come una banconota da cinque.
ho chiamato il ragazzo che una volta mi amava
ho tentato di rassettare la voce
ho detto ciao
ha detto warsan, che c’è, che è successo?

ho pregato in questi giorni,
e le mie preghiere fanno così;
signore
vengo da due paesi
uno ha sete
l’altro va a fuoco
entrambi hanno bisogno d’acqua.

più tardi quella sera
ho tenuto un atlante in grembo
ho scorso le dita sul mondo intero
e ho sussurrato
dove ti fa male?

mi ha risposto
ovunque
ovunque
ovunque

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