No Comment, di Alessandra Naccarato

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Ho sentito di una stanza in cui entrano
donne incappucciate, scrivono date sui muri
con il bordo lacerato di un dito. Ho sentito
che puoi cifrare in numero i corpi, sul
bordo sgraziato del letto di alcuni uomini. È
questo che chiami giustizia? Se sì, perché non
rimuovere il cappuccio. Dicono che la stanza si chiude
da fuori. Mi chiedevo come ne fossi
uscita? Se ci puoi far vedere, sul tuo corpo.
Per esempio, un uomo lo abbiamo umiliato in pubblico.
È legato in tribunale, se cerchi credenziali
nella stampa. Quante donne stanno in piedi
in questa stanza? Dove pisciano e quanto
spesso? Puoi commentare sull’uomo che sta
denunciando la tua portavoce per calunnia? Quanto
vicino era il tuo corpo alla sua bocca? Hai scelto
il suo nome con la lotteria o le pagliuzze? Come
risponderai se vieni denunciata per questa poesia?

[Originale in inglese di Alessandra Naccarato, ‘No Comment’]

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