Matassa, di Caroline Wong

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Mia madre mi ha lasciato una valigia di maglioni

li sferrava di mohair, lana, acrilico
in misti di ocra lucida
carminio vivo, blu sobrio, verde mare.

La vedo ora nella sua sedia rossa
preferita alla finestra davanti
i piedi su uno sgabellino
la luce del sud che si riversa in silenzio
mentre siede, e lavora a maglia
riempiendo le ore di pietra che le segnavano i giorni.
Le labbra le si muovevano mute
come se contasse i punti
intricati e nuovi sui suoi ferri consumati.

Persa nei suoi ricordi
intonava stralci di conversazioni lontane
che si dipanano dalla matassa di memorie
nell’improvvisa penombra che allaga la stanza.

[Originale in inglese di Caroline Wong, ‘Skein’]

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