Entanglement, di Jane Hirshfield

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Un bibliotecario a Calcutta e un entomologo a Praga
firmano le loro illecite mail notturne,
‘ton entanglée.’

Nessuno sa spiegarlo.
La strana attrazione tra border collie e pecora,
foglia e vento, due elettroni distanti.

Considera, anche, la questione di una gara equestre.
Ognuno grida più forte per il proprio cavallo,
sicuri che nella crescente confusione
oltre la frusta, oltre il fango,
il cavallo sentirà il proprio nome nel suo orecchio accelerato.

Il desiderio è differente:
il desiderio è il momento prima della partenza.

Un elettrone ha mai rifiutato
l’invito a cambiare direzione,
inviato in una busta sconosciuta, con un anello sconosciuto?

Una storia raccontata spesso: dopo la lezione, la vedova
insiste che l’universo si poggia sulla schiena di una tartaruga.
E dove, il fisico
chiede, si poggia la tartaruga?

Molto furbo, giovanotto, risponde, molto furbo,
ma è tutto tartarughe fino in fondo.

E quindi una donna in Beijing compra per il suo amore,
che pratica geometria tartarugata a Boston, un gingillo
di metallo da una bancarella ad un mercato notturno.

Sulla schiena di una tartaruga, a riposo sul guscio,
una tartaruga.
Dentro il guscio verdognolo, un’altra, più piccola.

 

[Originale in inglese di Jane Hirshfield.]

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