La domanda dell’unicorno, di Cynthia So

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L’unicorno che viveva al limite della città non si vedeva
da un po’ di tempo, da quando ero ancora una ragazza
con la pelle di cotone e una boccuccia rammendata. Ci
incontriamo al negozietto per la prima volta dopo anni,
mentre compra il latte, come me. Ha venduto la casa,
lasciato il lavoro, viaggiato per il mondo. Ha visto un
narvalo. Lo sapevo io che c’era chi vendeva i corni di narvalo
cercando di passarli per unicorno? Che imbroglioni.
Sono interessanti anche i narvali. Non se lo meritano.
Dove vive ora, quindi, l’unicorno? Oh, un po’ qui,
un po’ là. Soprattutto in mezzo ai boschi. Cosa ho
combinato in questi anni? Spallucce. Ho un lavoro, ma
comprare casa? Tsé. Viaggiare – beh, sarebbe bello.
‘Non sono più vergine,’ dico all’unicorno. Sbuffa.
Non so come prenderla. Mi ricordo come l’accarezzavo
da bambina, quando le foglie autunnali
non erano cadute ancora abbastanza
da farmelo notare. La gentilezza dell’unicorno di allora.
Ma ancora adesso mi carezza la testa col muso, mi lascia
accarezzarne il manto. Al mio tocco, il corno splende
di un universo di colori, come anni che si riversano da
un barattolo scheggiato in un bacino nuovo, come se questo
autunno qua fosse il più fresco, l’autunno più dorato
che sia mai esistito. — Sei ancora bisessuale, no?
Oh. È questo che mi rende degna dell’amore di unicorno?
“Sono ancora bisessuale… Credo.” Occhi al cielo, aspetto
semplicemente che mi svisceri. Che razza di stupida fa sesso
con un uomo, lo lascia entrare nel suo letto notte dopo
notte, lo stesso uomo, di settimana in settimana in anno, e ancora
non sa se le piacciono gli uomini? Altri generi, certo,
lo so anche senza baciarne i fantasmi nel sonno
che ne sono attratta. Ma gli uomini?Non lo so.
Non lo so nemmeno quando la sua bocca mi sfiora la pelle
sotto la costola più in basso, nemmeno quando la mia mano
non gli lascia andare i capelli. Ma l’unicorno non mi fa fuori.
Ride, con il corno che proietta l’intero cielo stellato
sulla mia camicia scura, un ricciolo di polvere rosa,
viola, blu che mi passa sopra il petto, e si espande.

tradotta con permesso di Cynthia So
originale inglese su Strange Horizons

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