Category Archives: Poetry

M2 Milano-Vimodrone

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Carly è texana, di Dallas
due mesi a Lecco dopo
quattro di marketing – il futuro?
Forse Missouri, forse.

John è senegalese ma solo
per scelta. Mi chiama mi chiede
una sigaretta – non fumo – mi
sorride e torna al sole.

Ambra è eterocroma ha fatto
il classico e vive a Milano ma appena
fuori. Forse avvocato dopo
ma intanto scende a Lambrate.

Sid – lo chiamiamo così – è troppo
preso da se stesso per notare
la signora che lo ammira da
almeno tre fermate. Scendo a Vimodrone.

(Giovanni attraversa la piazzetta.
Ciccio il pitbull nero lo vede
si avvicina gli corre incontro
sorride come solo un pitbull sa fare.)

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buonanotte tabula

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al gruppo di ragazzi che gioca
a lupus nel giardinetto del negozio
di kebab e falafel della famiglia
pachistana che si prepara al Ramadan

che forse avete mangiato dhal, forse samosa
mentre il sole tramontava e ora i lampioni
non bastano a illuminarvi la tavola
ma poco vi importa ora che siete

contadini e guardie del corpo
massoni e veggenti e medium
e il narratore con la voce più grossa
non ha bisogno di vedervi del tutto

ora che vi vedo io che vi sento
io dalla mia finestra mentre fa buio
che non tutti vinceranno ma ammiccate
e ammicco e sorrido anch’io e buongiorno tabula

Entanglement, di Jane Hirshfield

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Un bibliotecario a Calcutta e un entomologo a Praga
firmano le loro illecite mail notturne,
‘ton entanglée.’

Nessuno sa spiegarlo.
La strana attrazione tra border collie e pecora,
foglia e vento, due elettroni distanti.

Considera, anche, la questione di una gara equestre.
Ognuno grida più forte per il proprio cavallo,
sicuri che nella crescente confusione
oltre la frusta, oltre il fango,
il cavallo sentirà il proprio nome nel suo orecchio accelerato.

Il desiderio è differente:
il desiderio è il momento prima della partenza.

Un elettrone ha mai rifiutato
l’invito a cambiare direzione,
inviato in una busta sconosciuta, con un anello sconosciuto?

Una storia raccontata spesso: dopo la lezione, la vedova
insiste che l’universo si poggia sulla schiena di una tartaruga.
E dove, il fisico
chiede, si poggia la tartaruga?

Molto furbo, giovanotto, risponde, molto furbo,
ma è tutto tartarughe fino in fondo.

E quindi una donna in Beijing compra per il suo amore,
che pratica geometria tartarugata a Boston, un gingillo
di metallo da una bancarella ad un mercato notturno.

Sulla schiena di una tartaruga, a riposo sul guscio,
una tartaruga.
Dentro il guscio verdognolo, un’altra, più piccola.

 

[Originale in inglese di Jane Hirshfield.]

#GloPoWriMo 2017 30 – ho sempre amato i denti di leone

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amato quei fiori testardi
che spuntano in posti che volentieri
ignoreremmo, come tra le crepe
dei marciapiedi e su giardini
che conoscono l’importanza di
ospiti improvvisi. Sempre
amato come mi si sfregano contro
le caviglie con le facce piene
di sole, e come, con l’età,
imparino a volare ed esaudire
desideri. Forse possiamo tutti
diventare angeli un giorno. Forse
possiamo fiorire nei posti che non
ci accolgono. Forse ti amerò
per sempre perché io ti ho
sempre amato, il fiore che
spinge tra terra e rovine
e chiama i semi rimasti
a dormire: ‘Forza! C’è
spazio per tutti. Rendiamo
questo posto bellissimo. Possiamo
rendere questo posto bellissimo.’

[Originale in inglese di Emily Chou, ‘I have always loved dandelions’]

#GloPoWriMo 2017 29 – say cheese

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Ci son formaggi
che non assaggi
se non quando vai
in certi posti, ma mai
a casa sennò son guai
una volta assaggiai
un pezzo per sbaglio
ma fu un abbaglio!
Era un tocco di crosta con caglio.
Quindi stai attento
occhio al momento
tieni gli occhi sul buco
o ti daranno del ciuco
ed entrambi sappiamo
che il formaggio che amiamo
è quello che puzza di meno.

[Prompt da Napowrimo.net, skeltonic verse]

#GloPoWriMo 2017 27 – untitled translation

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by Alex Valente
Original Italian by Nadia Campana (1954-1985), untitled from Verso la Mente

more of the living during the journey
many horizons for hours and hours
submerged in distance
between the canes and the holes
water turn to air
take the fall
use your lips

via UNTITLED — The Norwich Radical

#GloPoWriMo 2017 26 – fantascienza

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Una donna androide arriva alla città di frontiera.
È una delle migliaia che acciottola questa strada
tra le stelle, in cui assortimenti vari e servizi
sono venduti a caravanserais e carri coperti.

Le strade sono silenziose oggi, il casello ricorda
l’Arc de Triomphe. Lei pesta una sfinge,
i cinegiornali hanno già conquistato
i cine-ologrammi. I bassi della sigla

le rullano sui timpani, ma lei pensa
alla donna color lavanda, la sua quota vendite,
il tipo giusto di frutta da comprare alle figlie,

tre in tutto, giocano con le bambole, climatizzate,
destinate a fini epiche. E gli ingranaggi della sua mente
si spostano ed io sto guardando il mio amore che balla
senza camicia sotto l’acqua di una stella lontana chiamata New Jersey.

[Originale in inglese di Ng Yi-Sheng, ‘Science Fiction’]

#GloPoWriMo 2017 25 – liberamente

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questo è l’indice
che accusa l’ingiustizia
questo è il medio
in viso a chi versa odio
questo l’anulare
che sposa cuore e voce
questo è il mignolo
ricordo che basta poco
questo è il pollice
che condanna o approva

questa è la piega
come lo sono questa
e quest’altra
questo è il pugno
che ne risulta
che non mira a violenza
ma anche oggi
come ieri
come sempre
con decisione
si alza resiste grida