Tag Archives: famiglia

Un secolo, più o meno

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Un uomo intraprende un viaggio, una donna no.
Le betulle invece mormorano nel canto
di un uccello invisibile, la foresta recede incessante.

Essere soli e senza scopo: un seme
portato dal vento su pietre piatte stese
sulla riva remota. Testimone di notizie,

canti, mielina. Una delle nostre ultime è
una successione di costole distinte e vaste
in preda a collasso improvviso. Madre, scelta

non abbiamo. Madre, lui conta le nostre deboli ossa.

(Tradotto con permesso dall’originale inglese di Joan Naviyuk Kane)
#translationthurs

#GloPoWriMo 2018 16 – Risposta

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‘A quando risale il suo cognome?’

Mi chiedi, spocchiosa ed arrogante
come solo una della tua età
con i tuoi genitori, in questa scuola,
sa raccogliere e concentrare in una sola frase.

Non pensi a quello che ti ho chiesto
alle istruzioni che ti ho dato
come agli altri non più di cinque minuti fa
é un passato troppo recente
non é quello che ti interessa perché non importa.

(Non pensi al rischio corso da chi
non come me ma ci siamo andati vicini
non come me ma tu non puoi saperlo
non ha modo di salire più di due
scalini nel condominio del proprio passato.)

Quindi, studente dodicenne
con la spocchia nella voce
e la voglia sotto i piedi
l’unica risposta che avrai da me
é questo pezzo che tu
se non per errore
– come gli esercizi che ti ho dato
d’altronde –
non leggerai mai.

yay, teaching

#GloPoWriMo 2017 14 – visita

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Comincia così:
una telefonata;
prendi il pc

scendi le scale
apri la porta con le
tue chiavi ma

non fare come
fossi a casa tua.
Porta rispetto.

Chiedi permesso,
prepara da mangiare,
prendi per mano,

aspetta, siedi,
non ignorare questi
momenti. Non ora.

Incidente su un Traghetto in Corea del Sud, di EJ Koh

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276 Morti (232 Studenti)
28 Dispersi (In Acqua)
1 Superstite Trovato Morto (Suicida)

Operazioni di ricerca ancora in atto.

Immagini rilasciate al pubblico: il capitano
che abbandona il traghetto in mutande. Scalzo, salta
in braccio an un altro. Sullo schermo, il viso è violaceo.
Sapeva che il traghetto era 300 volte oltre la portata, dicono.
Sapeva che le scialuppe erano rotte, il carico in bilico.
Dopo le immagini, il figlio del proprietario sparisce.
Il capitano è accusato di omicidio. Un ufficiale
della società per ispezioni SeaTrust è agli arresti.

Una volta ho preso lo stesso traghetto tra Incheon
e Jeju Island. I ponti erano verdi.
Gli studenti hanno sentito gli altoparlanti: ‘Non muovetevi
da dove vi trovate, rimanete dove siete.’
I miei genitori piangono nell’altra stanza. ‘Perché
gli studenti non sono saltati in acqua?
Gli americani avrebbero saltato.’ Mia mamma
è più colpita dal momento dell’affogo.
Hanno 15 anni. Alla loro età, credevo in Dio.
Chi ha detto che l’amore che non fa male non è amore?

Per la prima volta, mia mamma mi dice, ‘La Korea ha sbagliato.
Il mio paese ha sbagliato.’
La madre di un bambino morto si è tuffata nell’oceano.
Gli altri l’hanno tirata fuori, e lei è apparsa in televisione,
dicendo, ‘Mio figlio è in quell’acqua scura e fredda.’
Un volontario si è suicidato. Il primo ministro si è dimesso.
Le reti TV della Korea del Sud vieta musica, varietà, e giochi
per tre settimane. Mia mamma mi sveglia
a notte fonda. ‘Se ti trovi su una nave che affonda,’ mi dice,
‘non fidarti di nessuno. Non ascoltare nessuno.’

Durante un servizio funebre, un pastore presente alla pulizia
e la copertura dei corpi ha detto, ‘Quanto devono aver raschiato
ai muri questi studenti intrappolati per aver perso
tutte le unghie delle dita.’ La cappella scoppia a piangere.
Altre immagini da dentro la nave compaiono su YouTube
a richiesta dei genitori di uno studente morto.
Le immagini vengono trasmesse. Le facce vengono sfocate.
Le voci vengono cambiate. Stanno ridendo
per un secondo con tesa eccitazione. ‘Pensate che
saremo famosi?’ dice qualcuno, ‘Come col Titanic?’

[Originale in inglese di EJ Koh, ‘South Korean Ferry Accident‘]

Margaret Walker

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‘When the world is too much.’ Quando il mondo è troppo. Da sopportare, da sostenere, da seguire.

Non è la mia di voce che importa, che serve, che conta al momento. Rinuncio quindi alle discussioni sull’invisibilità di chi traduce, per fare da tramite a queste, di voci. Una al giorno. Diciassette giorni. Diciassette voci, per più di 530 persone uccise.

Progenie

Le mie nonne erano forti.
Seguivano l’aratro e si piegavano al lavoro.
Si spostavano nei campi a seminare.
Toccavano la terra e il grano cresceva.
Erano colme di risolutezza e canto.
Le mie nonne erano forti.

Le mie nonne sono colme di storie.
L’odore di sapone di cipolle di argilla bagnata
con le vene ondeggianti sulle mani veloci
hanno parole pulite da dire.
Le mie nonne erano forti.
Perché non sono come loro?