Tag Archives: form

#GloPoWriMo 2017 29 – say cheese

Standard

Ci son formaggi
che non assaggi
se non quando vai
in certi posti, ma mai
a casa sennò son guai
una volta assaggiai
un pezzo per sbaglio
ma fu un abbaglio!
Era un tocco di crosta con caglio.
Quindi stai attento
occhio al momento
tieni gli occhi sul buco
o ti daranno del ciuco
ed entrambi sappiamo
che il formaggio che amiamo
è quello che puzza di meno.

[Prompt da Napowrimo.net, skeltonic verse]

#GloPoWriMo 2017 14 – visita

Standard

Comincia così:
una telefonata;
prendi il pc

scendi le scale
apri la porta con le
tue chiavi ma

non fare come
fossi a casa tua.
Porta rispetto.

Chiedi permesso,
prepara da mangiare,
prendi per mano,

aspetta, siedi,
non ignorare questi
momenti. Non ora.

#GloPoWriMo 2017 7 – a day in the life of

Standard

start. waking up to
a new cycle of stories,
wheels are shuddering

at the holes you made
(there is news that we can pause)
is this fulfilling

or have we fallen
into another routine,
waiting for. the end.

#GloPoWriMo 2017 2 – istruzioni

Standard

apri ad una pagina multipla
di tre con un dito dispari
dopo averne leccato la punta

il fuoco è acceso la fiamma alta

scorrila tre volte e conta
e conta e conta una volta di più:
tre gli ingredienti tre i percorsi

il fuoco è acceso la fiamma arde

il primo lo troverai sparso ovunque
ma devi estrarne i chicchi uno ad uno
e dovrai chiedere aiuto per macinare

il secondo si annida in angoli bui
sorvegliato da paia di paia di occhi
uno ti basta ma procedi con cautela

il terzo lo dovrai estrarre a mano
scegliendo animali con cura e rispetto
per non farlo guastare verso casa

il fuoco è acceso la fiamma stride

uniscine i tre ingredienti
ruota su te stessa tre volte
versane un po’ sulla mano

il fuoco è acceso la fiamma sorride

chiedi permesso alla fiamma
e ungine la superficie
lascia sia lei a guidarti

[prompt da Napowrimo.net (ricetta)]

#GloPoWriMo 2017 1 – lettera ermetica in due parti a me stesso più giovane (haibun)

Standard

perchè in realtà è una cosa semplice una materia non difficile da capire da gestire da digestire e processare ma quello che manca a volte è l’impulso iniziale, la scintilla di partenza. una reazione troppo veloce lascia il tempo che trova ma il tempo volendo si trova anche per le cose più lente, non è necessario mettere da parte parole e impegni per dedicarsi ad altri ed altre ed altrimenti ci si ritrova col tempo ad aver perso il tutto. te lo dico da ora da adesso da questo momento nel tempo che si ritrova ad essere il tuo futuro ma il mio presente e non mi aspetto che la mia presenza sia troppo influente alla fine sul tuo, anche se spero in un minimo di comprensione – o perlomeno curiosità. come cominciare. da dove partire. perchè continuare. dove trovare la forza il motore l’azione necessaria per partire sì ma con impegno materiale. ascoltami. leggimi. continua quello che fai, ma fai caso a come lo usi. fai caso alle parole che usi, alle parole che scegli, a quello che scegli di fare. ti servirà anche da lezione nel tempo che manca ad arrivare qua, da me, all’arrivo – almeno per ora.

beginnings are still
the hardest part of it all
and yet, we insist

 

[prompt da Napowrimo.net (haibun) e Jo Bell (lettera a se stessi a sedici anni)]

There and back again

Standard

too many roads to cross too many bridges too many inches becoming centimetres slowly crawling timezone over timezone through mountains and planes into plain sight. i see you and i do not want and i see you and i do and all the helplessness rises up again and again and again. teach me the sounds of moving and splashing and dokidoki and jumping and glitter and mochimochi and squelching after a long day of rain and the sound that minds make when the spark is shared when the shock is spared when we pair words when we fare well in the worlds apart we inhabit. at least it was here, right? at least we did not count the reasons we should stay they remain they maintain they are still also here still reasons still valid they still count. i do not want to feel how much it hurts or how much joy it brings but i do, i let it swell and inflate and modulate my lungs and stomach. i choose books and screens and pages that tell me what i’ve left where i’ve been when i’ve said which instincts we’ve followed and what lines we’ve crossed and what we leave behind. so we leave traces we leave marks we leave signs. and we fall. and we leave. believe when i say that books were made for this that books were made out of this that oceans were made out of rivers for stars and bears and nights to shine that moon and sun are one and we count to five and sleep, at last.

before we got lost
our words carved the paths we took.
just read back, and smile

 

 

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 23 – Antisonetto

Standard

Io non lo sopporto il sonetto
la colpa ovviamente non è
sua, nessuno me lo fa per dispetto.
Ma qualcosa nella forma che stona c’è.

Devo capire se sia la rima
o la forma proprio che sta stretta
(anzi no, di sicuro la prima)
ma faccio fatica ad arrivare in vetta.

La scelta poi è anche troppa:
Petrarca, Spenser, Scecspiriano,
non bastava una, qua si stroppia.
Per fortuna manca poco – e andiamo.

No. Il sonetto non lo sopporto
e per me Guglielmo può star morto.