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Pianto in Poesia con Optimus Prime

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Sei una cosa infelice, condannata ad aver gambe,
con ogni passo porti il peso di amori perduti, amori lasciati,
lavori persi, la montagna di carenze, l’ammontare di mancanze.
Ma le tue gambe si stancano di tenerlo, e te lo muovi sopra
alla testa. Poi la tua testa si stanca, e te lo sposti
sulle spalle. Poi sono stanche & te sei stanco
& non sai cosa fare se non ripiantartelo nelle gambe,
nei piedi, & trascinartelo nel supermercato.
Provi a vendere il tuo dolore al polipo
i cui tentacoli giacciono a fettine. Ma non vuole.
Provi a congelare il tuo buio ma il freezer
lo risputa. Metti un cappello rosa al tuo grigiore
& lo marci verso il negozio di giocattoli dove provi a darlo via,
restituirlo all’ultima versione dell’irraggiungibile
robot della tua infanzia, il camion che si trasforma, un paio
di braccia che reggono pistole, potrebbe reggere il tuo dolore, te.
Ma il pianto è retto dal tuo cuore ora, la tua squisita
macchina personale che sembra finalmente riuscire a contenerlo.
Poi anche il muscolo più testardo si stanca, & lo spedisce
lungo il sistema circolatorio & il sangue lo porta
in ogni parte del tuo corpo allo stesso tempo, e non c’è più movimento.
E allora rimani, seduto nel negozio di giocattoli, come la fine
di una valanga, ogni roccia, albero & desiderio che sia tuo
ora schiacciato, ammassato. & l’urlo della tua sconfitta
è il richiamo che abbatte la montagna.

Originale in inglese di Chen Chen, ‘Sorrow Song with Optimus Prime

binari

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ci dicono che
la nostra lingua è binaria
ci sono versi e direzioni necessarie
affinché non si perda di vista
la vera destinazione

la nostra lingua è binaria
come stelle che bruciano
tenendosi a distanza 
perpetua, attorno al loro
centro di massa 
una primaria, l’altra compagna
parità falsa e promessa d’aria fritta
sul calore dei nostri corpi

la nostra lingua è binaria
come due sono i testicoli
due sono i capezzoli
due le certezze di chi insiste
sul fatto che un solo asterisco 
ci porti all’implosione
della lingua della specie della parità
mai raggiunta di nuove teorie
sopraggiunte su complotti 
di identità in sostituzione
senza la considerazione della nostra
di noi che siamo più di due, di tre
di sette fasce luminose ed altre due ancora

ed è solo ora che chiediamo
di essere più che fratelli
più che sorelle
più che solo un numero
o almeno un nome
perché di binario
fino ad ora sulla lingua di chi
non teme spettri tranne il nostro
esistono solo uno e zero
un noi e loro che ci cancella
e divide e deride e sorride
con lingua biforcuta

la nostra lingua è binaria
perché quello che conta
è arrivare da uno a due;
il tre, no – quello che segue
nemmeno, come un treno 
su un tracciato senza stazione
di partenza o di arrivo
ma solo ritardi
coincidenza? io non credo

senti comunque il vapore che sbuffa
e il treno che fischia
lanciato fuori da binari
imposti e supposti
risultati straordinari
di chi la lingua la vive
come argento che sprinta
locomotiva che avanza
per cuore una stella che avvampa

e stavolta, nessuna destinazione
casomai due

Birthday party

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Even the small flame of twelve candles
casts a blinding light in a darkened room
where just a few voices flicker in shame
as they sing without clapping hands:
Happy birthday
dear Antonio,
we wish you the best for a full healthy life
because you’ll be alone for a long time yet.
You’ll have to come find us
though we’re all around you
hiding, in silence.
But don’t be afraid:
one day the light will spread
and candles will no longer blind us
and you will feel better among brothers and sisters
with friends and family sharing your joy.

Mothers cradle their children’s head
point at me, stare at me, show me to them –
how to explain our way of love?
But children accept the world as it comes –
how to tell mine what they will face?
Happy birthday
dear Antonio,
happy birthday.
Humans were made on the sixth day:
God was tired
and used leftovers.

(A translation of an unpublished Italian author, Marco Capasso, for Coming Out Day.)