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A Reader’s Decade

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No one asked for it, no one needs it but me. Someone might find it, someone might appreciate it other than me.

I had initially considered writing a top ten for books in the past 2009-2019 period, but realised that books are not the only reading I do, or that anyone should do. In no real order, then, other than their timing, the top 10 reads from the past decade that have, in some way, stuck with me: fiction, non fiction, comics, short, illustrated, poetry, and bits in between.

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binari

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ci dicono che
la nostra lingua è binaria
ci sono versi e direzioni necessarie
affinché non si perda di vista
la vera destinazione

la nostra lingua è binaria
come stelle che bruciano
tenendosi a distanza 
perpetua, attorno al loro
centro di massa 
una primaria, l’altra compagna
parità falsa e promessa d’aria fritta
sul calore dei nostri corpi

la nostra lingua è binaria
come due sono i testicoli
due sono i capezzoli
due le certezze di chi insiste
sul fatto che un solo asterisco 
ci porti all’implosione
della lingua della specie della parità
mai raggiunta di nuove teorie
sopraggiunte su complotti 
di identità in sostituzione
senza la considerazione della nostra
di noi che siamo più di due, di tre
di sette fasce luminose ed altre due ancora

ed è solo ora che chiediamo
di essere più che fratelli
più che sorelle
più che solo un numero
o almeno un nome
perché di binario
fino ad ora sulla lingua di chi
non teme spettri tranne il nostro
esistono solo uno e zero
un noi e loro che ci cancella
e divide e deride e sorride
con lingua biforcuta

la nostra lingua è binaria
perché quello che conta
è arrivare da uno a due;
il tre, no – quello che segue
nemmeno, come un treno 
su un tracciato senza stazione
di partenza o di arrivo
ma solo ritardi
coincidenza? io non credo

senti comunque il vapore che sbuffa
e il treno che fischia
lanciato fuori da binari
imposti e supposti
risultati straordinari
di chi la lingua la vive
come argento che sprinta
locomotiva che avanza
per cuore una stella che avvampa

e stavolta, nessuna destinazione
casomai due

NaPoWriMo 6 – Me, as Charlotte

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Charlotte is an academic in Nordic languages,
who studied in Ediburgh and trained in Aberystwyth.
Charlotte has a PhD, and would really like
to be called Dr Charlotte, actually.
Charlotte has many friends, who love her,
and she loves them back, of course.
Charlotte works with children’s literature,
family and business and literary archive collections.
Charlotte is not feeling well, and possibly
thinks this is inappropriate.
Charlotte has long, dark hair, dark eyes,
and can make people laugh, at times.
Charlotte is not attending a conference
but still wrote a paper for it, and delivered it.
Charlotte does not like to be called
Lotte, Charlie, Lottie, or Char.
Charlotte enjoys a cold beer during a romantic
comedy, but doesn’t mind action films either.
Charlotte could be Pippi Longstocking,
but has not decided which translation of her.
Charlotte does not like mushrooms, or artichokes,
but will eat risotto if made by a friend of hers.
Charlotte likes Modern Jazz music and folk
but nothing that comes from Iceland or Sweden.
Charlotte knows Sara, Sara, Tom, Frank, Astrid,
Poppy, Jakob. She likes almost all of them.

Charlotte would not like this poem.