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#GloPoWriMo 2018 27 – Thoughts on the way to the Florence airport

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waiting waiting wait
ing waiting waiting waiting
waiting waitin– here!

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#GloPoWriMo 2018 13 – Familiare

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il cane ti osserva forse da sopra il suo monte, pelo bianco smosso dal vento stranamente mattiniero, al momento forse già in pausa dal suo dovere di pastore e guardiano – di alberi di animali di persone che chiami suoi padroni, e dimentichi che i familiari in questa lingua sono sì sempre legati dal sangue ma alcuni più stretti e vicini di altri, familiare non è forse solo famiglia forse non è solo cambio di lessico – il cane ti osserva da sopra il suo monte ma non lo dà a vedere, il pelo smosso sì dalla brezza ma l’occhio non puntato sulla strada su di te sugli olivi che lo circondano, il muso rivolto ad altro forse ma l’occhio si muove ogni tanto verso di te – occhio che noti essere troppo simile troppo vicino ad uno che riconosci in altro viso in altro luogo in altri tempi ma ora non hai tempo di controllare perché – il cane ti osserva ora forse più attento di prima più affilato l’occhio puntato ma rimane sdraiato sul suo monte contornato di olivi ma privo di animali di persone tranne te e il cane, sul monte, col vento di mattina che soffia prima del solito orario

una coda di
ricordi forse nuovi
si snoda tra voi

 

better late than never, a haibun

#GloPoWriMo 2017 14 – visita

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Comincia così:
una telefonata;
prendi il pc

scendi le scale
apri la porta con le
tue chiavi ma

non fare come
fossi a casa tua.
Porta rispetto.

Chiedi permesso,
prepara da mangiare,
prendi per mano,

aspetta, siedi,
non ignorare questi
momenti. Non ora.