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#GloPoWriMo 2017 13 – Questo è quello che vorrei mi dicessero

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C’è un mondo oltre questo mondo su cui ti devi sintonizzare.
Trova l’universo come un segnale readio.
Innamorati dell’interferenza statica.
Ispira e sii ispirata e capisci che è solo umano amare così tanti insieme.
Amati.
Mi ci è voluto tanto tempo, ma è una delle cose più importanti che nessuno mi hai mai insegnato tranne me.
Dimenticati del peso che devi perdere e della pelle che non ci sta intorno alle ossa in modi in cui vuoi che stia.
Non lasciare che sia il tuo corpo a dettare di cosa è fatto il cuore.
Lascia entrare il mondo e prima o poi tutti vedranno l’oceano che scorre da te.
Camminerai per strada e qualcuno ti scambierà per il cielo.
Sei bella perché ti permetti di sentire, ed è una cosa veramente coraggiosa.
Stima la compagnia di essere soli.
Pensa alla solitudine come ad un’altra amica che puoi tenere per mano al buio.
Non devi aver paura quando anche la notte ha troppa paura per rincorrersi la coda.
Hai le ali tagliate e cicatrici da quando ti hanno detto che eri troppo giovane e troppo umana e troppo debole per tentare di scalare la troposfera ad occhi chiusi, ma tu sei nata dalla terra e sei nata da un’onda di amore di tua madre e finirai da qualche parte in un orizzonte tra le due.
Una bambina di nove anni mi ha scritto per Natale dicendo ‘Non ti conosco, ma mi hanno detto che sei bella e gentile e meravigliosa e non lo metto in dubbio per un secondo’.
Quando è stata l’ultima volta che hai scritto ad una sconosciuta?
Ama chi non hai mai visto.
The intangibilità sono un’altra ragione per cui mi innamoro così facilmente.
Tocca una persona senza toccarle e ti ricorderanno più a lungo che se le tocchi con le dita sulla gamba una sera in un locale malfamato.
Lasciati ai piaceri carnali e il sapore di frutta matura di avere diciotto anni e innamorata con la promessa degli addii, ma ricordati che cercherai sempre qualcuno a cui poter dire ciao, ciao, ciao senza aver paura che la porta si chiuda dietro di loro per l’ultima volta.
Ama e sii amata.
Siamo tutti umani.
Tieni tua zia tra le braccia mentre piange nel cortile d’ingresso.
Non lasciare che tuo padre vada da solo a vedere il film che voleva vedere con te.
Tutto si ritrova in quanto vedi, quanto senti, quanto leghi le corde del tuo cuore intorno ad altri.
Attenta.
C’è un mondo oltre la tua finestra dove il vento tintinna il tuo nome meglio di te.
Innamorati così spesso che non ti ricordi dove hai lasciato il cuore.
Lasciami tenerti in bocca e stravolgerti i sensi.
Ricordati che sei solo umana.
Ricorda: non sei la pelle nella quale sei nata, ma qualcosa dieci volte di più, qualcosa mille leghe più profonda.

[Originale in inglese di Shinji Moon, ‘Here Is What I Wish They Said’]

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Fondamenta

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La vita è breve, ma non lo dico ai miei figli.
La vita è breve e la mia l’ho accorciata
in migliaia di modi, deliziosi, imprudenti,
migliaia di modi deliziosi e imprudenti
che non dirò ai miei figli. Il mondo è almeno
al cinquanta percento terribile, arrotondando la stima
per difetto, ma non lo dico ai miei figli.
Per ogni uccello c’è una pietra scagliata all’uccello.
Per ogni bambino amato, un bambino spezzato, insaccato,
gettato in un lago. La vita è breve e il mondo
è per metà terribile, e per ogni gentilezza di sconosciuti
c’è uno sconosciuto pronto a spezzarti,
ma questo non lo dico ai miei figli. Sto cercando
di vendergli il mondo. Ogni agente che si rispetti,
mentre ti mostra la peggior catapecchia, si vanta delle
fondamenta: Questo posto potrebbe essere bellissimo,
vero? Potreste rendere questo un posto bellissimo.

[Originale di Maggie Smith (1977-), ‘Good Bones‘.]

NaPoWriMo 2015 Day 30 – When You Describe War

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When you describe war, death
– words cannot make it.
Tears spring forth
from the soul’s source,
falling in the heart’s chasm.

Spasms of pain
course through your limbs,
lacerating a young smile
– shocking, continuous story
of a split country.

When you describe war, death
– your gaze falls
on the blank page.
Bombed by thoughts
– words die
in the eyes of humanity.

[Original Italian by Grażyna Miller (1957-2009)]

NaPoWriMo Day 10 – Woman in the World’s Tomorrow

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I am pregnant with you,
woman who will live in the world’s tomorrow.
In a distant year
my flesh created,
my fibres remember,
each day a darkened labour
bodily suffering tamed by will
and sweetened by hope
ineffably.
Now not a man’s seed in me
not an embryo fed by my blood
but in my spirit
lies the eager image of you, woman,
of the you who will be
slowly molded, nurtured
knocking at doors wanting life,
fully formed at last
in auras of freedom and truth
woman in the world’s tomorrow.

I carry you with me, a clear image,
contrast and complement
to my heart’s troubles,
hurting for some many today
hurting for inhuman toils
hurting for dehuman children
or for children kidnapped in war,
or inanimate objects of lust,
oh my discouraged kin, shame on all!
And I hear others shrieking
unknowingly laughing along
and I see others in shock
more self-absorbed than their men
greedy yearning toxic riches.
As if I held you in me
I focus on you, in you, creature of new
on your future features
creature fully true of a life of truth achieved,
a life redeemed of its beastly remains,
as this land grows each day more beautiful
with everyone’s toil a fervent hymn
harmonious hymn of the human spirit.

And I am not alone, more and more
just like me carry you within
and in flashes of blessings
something of your gaze shines through,
the image of you our safety
the image of you our hope
as the world today derides us,
bitter and blind opposes us
oh all you brave and fighting
girls, wives, tender powerful old
in proud labour and still blessed
ineffably,
by your arrival, woman, in the world’s tomorrow
in this sibling shelter
just and good
and finally worthy of glory,
you, harmonious queen of freedom and truth.

(Original Italian by Sibilla Aleramo, ‘Donna nel domani del mondo’. There are many versions online, but I’d rather link to an extract from her diary, from 1959.)