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Fascismo: a volte temo…, di Michael Rosen

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A volte temo che
la gente pensi che il fascismo arrivi agghindato
indossato da grotteschi e mostri
come una recita interminabile di Nazisti.

Il fascismo arriva come un amico.
Ti ridà il tuo onore,
ti fa sentire orgoglioso,
ti protegge la casa,
ti dà un lavoro,
ti pulisce il quartiere,
ti ricorda quanto valevi allora,
sloggia i corrotti e i venali,
rimuove tutto quello che senti diverso da te…

Non entra in casa dicendo,
‘Il nostro programma include milizie, carcere di massa, deportazione, guerra e persecuzione’.

[Originale in inglese di Michael Rosen, ‘Fascism: Sometimes I fear…’]

Sale e pelle

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Come una semina che non dà frutto
tra sabbia tiepida e risacca rabbiosa
iniziano ad erigersi i ripari
per le grandi migrazioni estive
esili per scelta, puntuali, a scadenza.

Io vorrei solo sdraiarmi
sulla strada, a guardare le nuvole
che passano al di sopra dei palazzi,
fondermi con l’asfalto e le gomme
delle auto rimaste

evitare il canto degli insetti
che si crogiolano nelle vagonate
di sale, pelle e sudore umano,
calcolare le distanze tra sbucciature
e nei, creando una nuova mappatura

di percorsi ipotetici da svelare
non migrazioni ma tappe pigre
da tracciare con mani e dita,
a occhi socchiusi di pomeriggio, di sera,
di mattina mentre dormiamo ancora

sdraiati, sulla strada, la sabbia tra le dita
dei piedi, le nuvole che migrano pigre
che seminano tempeste e rabbia che sale.

Werepoets

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Original Italian by Alessandra Racca (1979-), from Bastarde Senza Gloria.

Beware the bad poets
they don’t just come at night
but roam about
whipping out their lines by day
dumb and overbearing
if you do not turn your ears away
they slither into your skulls
filling them with sickly sweet scents
they’ll make you hurl
but your victim’s face
stunned
will smile:
a smile of kindness
lax, fed up
and with no trace of sincerity.

Better a poet who’s bad
than a bad poet.