Tag Archives: Italian

That’s Life, Honey

Standard

Out in the Spring 2020 edition of the Massachusetts Review (Volume 61.1), you will find my first published co-translation – with Jamie Richards – of a short story by Gabriella Kuruvilla: That’s Life, Honey.

Image may contain: 1 person, standing and text

The original text can be found in the short story collection by the same title È la vita, dolcezza, by Morellini Editore.

How Contagion Works

Standard

Out on Monday 23rd as an eBook – from Weidenfeld&Nicholson UK – my latest translation from the Italian: Paolo Giordano’s How Contagion Works.

Image may contain: possible text that says 'HOW CONTAGION WORKS Science, Awareness and Community in Times of Global Crisis PAOLO GIORDANO'

The Covid-19 pandemic is the most significant health emergency of our time.
Writing from Italy in lockdown, physicist and novelist Paolo Giordano explains how disease spreads in our interconnected world: why it matters,how it impacts us,how we must react.

By expanding his focus to include other forms of contagion – from the environmental crisis to fake news and xenophobia – Giordano shows us not just how we got here but also how we can work together to move forward.


Paolo Giordano is a physicist and the author of four bestselling novels. His article ‘The Mathematics of Contagion’ – published in Italy at the beginning of the Covid-19 emergency – was shared more than 4 million times and helped shift public opinion in the early stages of the epidemic. The author is donating his royalties to medical research charities and to those who are working to cure those infected.


Translated from the Italian by Alex Valente

How to be a Fascist

Standard

My latest translation from the Italian – published by Pushkin Press – is out on Thursday 16th January: Michela Murgia’s How to be a Fascist.

How to be a fascist michela murgia book cover

Democracy is difficult, flawed and unstable. It involves barely distinguishable political parties taking part in lengthy, overcomplicated and expensive decision-making processes. Trying to engage so many people with political issues seems to lead only to complexity and disagreement. So why bother? Doesn’t fascism guarantee a more effective and efficient management of the state?

In this short, bitingly ironic book, Michela Murgia explores the logic that is attracting increasing numbers of voters to right-wing populism. Ending with a ‘fascistometer’ to measure the reader’s own authoritarian inclinations, How to be a Fascist is a refreshingly direct, polemical book that asks us to confront the fascist in our governments, in our societies and in our own minds.

A Reader’s Decade

Standard

No one asked for it, no one needs it but me. Someone might find it, someone might appreciate it other than me.

I had initially considered writing a top ten for books in the past 2009-2019 period, but realised that books are not the only reading I do, or that anyone should do. In no real order, then, other than their timing, the top 10 reads from the past decade that have, in some way, stuck with me: fiction, non fiction, comics, short, illustrated, poetry, and bits in between.

Read the rest of this entry

Jessica Jacobs, ‘Sulla prima caduta del nostro matrimonio’

Standard

Nonostante io voglia darti
solo gentilezza, c’è spesso un’era tra quello che voglio
e quello che sono.
Ma quante volte ancora puoi piangermi sul petto prima che qualcosa
ci cresca di buono?
Le sequoie prosperano su terreni acidi; evoca
quel peso, quelle radici a dita indurite
per infilzarmi le costole e far partire la pompa arrugginita
nel mio petto. In quell’era, fammi
crescere: un anello per ogni anno, che segna
prosperità e secca e alluvione. Fammi ancorare di più, nelle
tue radici; rendimi parte di qualcosa di più
grande. Fammi crescere forte abbastanza
così che anche dopo la caduta
io possa esserti d’uso –
legname grezzo per travi e travicelli, un tetto
per il tamburellare incessante della pioggia stanotte. Uno spaccato
del mio tronco messo sul giradischi – registrazione
di una cosa passata, musica di una cosa
a venire. Una canzone per ogni anno
in cui imparerò ad amarti meglio.

per ConPao, un anno dopo

original English here

Scelte

Standard

E quinni, che volemo fare?”

Continuò a guardare il corridoio apertosi davanti al gruppo. In quanto a corridoi, non era niente di speciale. La sua corridoietà era tutta lì, incastonata nelle pietre dei due muri che diventavano un soffitto ad arco, nelle torce a intervalli regolari, nel rumore echeggiante delle loro voci che si perdeva lungo, appunto, il corridoio. Niente di speciale, se non fosse che fino a pochi attimi prima, si trovavano davanti ad un muro decisamente solido, come aveva scoperto Ortensia a malincuore e malintesta.

Hai detto che trappole nun ce stanno, giusto Ortensia?” chiese alla compagna minuta, che ancora si fregava la testa dall’incontro con il mattonato di poc’anzi.

Nulla. Solo un muro che prima c’era – ahia – e adesso no.”

Magie de quarche tipo, Vardak?”

Il cupo, ammantato di blu scuro, e decisamente pavido mago scosse il capo.

Tirarono tutti un sospiro, quasi in coro.

Cercò di contare le torce fin dove riusciva a seguirle con lo sguardo. Arrivò a nove, e perse il conto. Scosse la testa.

Fece un passo avanti.

I tre compagni, Vardak incluso, trattennero il fiato. Si aspettavano il peggio ormai, questo labirinto li aveva già traditi e trattati male quasi ad ogni angolo. Non successe niente. Provò a fare un altro passo, uno ancora, i muscoli si rilassarono, la tensione delle mani attorno al manico dell’ascia si allentò appena. Gli altri due seguirono, ancora titubanti – il mago come sempre, la piccola ladra sbandando di tanto in tanto, causa muro-ora-corridoio.

Continuarono per qualche centinaio di metri, le torce ancora regolari se un po’ fievoli. Svoltarono due, tre, altre volte. Provava a tenere la mano dalla pelle grigio-verde sul muro alla sua destra, un vecchio trucco che non aveva mai avuto modo di provare, e non sapeva in effetti a cosa servisse. Il muro, dal canto suo, rispondeva con viscidume assortito e muschi. Sentivano rumori acquitrinosi, gocce irregolari, e gorgoglii.

Il corridoio, inaspettatamente, si aprì su una stanza simile a quella dell’ultimo scontro: un braciere al centro, spento da chissà quanto. Si fermarono alla giusta distanza, avevano imparato ormai. Mani pronte intorno ai pugnali, alla staffa, all’ascia, di nuovo in tensione, e in silenzio. Aspettarono che una porta, o un altro muro, si chiudesse alle loro spalle. Vardak iniziò a borbottare qualcosa mentre una luce bluastra gli si accumulava sulla punta delle dita. Ortensia zampettava da un piede all’altro, sorridendo nervosa.

Rieccoce,’ ringhiò con piacere, stringendo le mani attorno al legno lavorato.

Tirate iniziativa.’

—-

Ti ritrovi di nuovo davanti ad una scelta, anni dopo. Il gruppo sì, è dietro di te, ma in altri modi, e con altri nomi. Non è un corridoio che ti si para davanti, non solo. Sospiri. Stringi le mani intorno alle maniglie. Alzi gli occhi, non ti guardi indietro.

Dentro di te tiri un d20, cercando in qualche modo di passare una prova di coraggio; coraggio che ha fatto finta di esserci fino ad ora, ovvio.

Scuoti la testa, non aspetti il risultato; fai un passo avanti.

#GloPoWriMo 2018 19 – Preghiera di Demetra ad Ade

Standard

Solo questo chiedo per te: conoscenza.
Capire ogni desiderio ed il suo limite,
sapere che siamo responsabili per le vite
che cambiamo. Nessuna fede è gratuita,
nessuno crede senza dover morire.
Per la prima volta ora
mi è chiaro il percorso che hai creato,
l’intero terreno una scoria,
nonostante tu sognassi ricchezza
di fiori.
Non ci sono maledizioni, solo specchi
davanti alle anime di dei e mortali.
E ora anch’io rinuncio a questa fede.
Credi in te stesso,
avanti – vedi cosa succede.

 

Rita Dove, “Demeter’s Prayer to Hades”, from Mother Love, W.W. Norton, New York 1995.
Translated by permission of Rita Dove.

Summer, by Natalia Ginzburg

Standard

I wanted to die because a man, but also because of so many other things, because I owed my mother money, and because the caretaker stank, and because summer was hot, blazing, in the city full of memories and roads, and because I thought that I could be of no use to anyone, in that state.

From Summer, full text in The Short Story Project.
Original Italian by Natalia Ginzburg.

#GloPoWriMo 2017 2 – istruzioni

Standard

apri ad una pagina multipla
di tre con un dito dispari
dopo averne leccato la punta

il fuoco è acceso la fiamma alta

scorrila tre volte e conta
e conta e conta una volta di più:
tre gli ingredienti tre i percorsi

il fuoco è acceso la fiamma arde

il primo lo troverai sparso ovunque
ma devi estrarne i chicchi uno ad uno
e dovrai chiedere aiuto per macinare

il secondo si annida in angoli bui
sorvegliato da paia di paia di occhi
uno ti basta ma procedi con cautela

il terzo lo dovrai estrarre a mano
scegliendo animali con cura e rispetto
per non farlo guastare verso casa

il fuoco è acceso la fiamma stride

uniscine i tre ingredienti
ruota su te stessa tre volte
versane un po’ sulla mano

il fuoco è acceso la fiamma sorride

chiedi permesso alla fiamma
e ungine la superficie
lascia sia lei a guidarti

[prompt da Napowrimo.net (ricetta)]