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NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 24-26 – Haiku da campeggio

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  1. La felicità
    di un cane di nuovo
    sciolta in spiaggia.
  2. La libertà di
    non dover rispondere
    a chicchessia.
  3. E l’uguaglianza,
    perchè – pelo o meno –
    noi ci s’intende.
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NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 20 – 420

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Se l’avessi scalato negli Stati Uniti
sarebbero stati quattrocentoventi metri
in quarantadue (più zero) minuti
fatti il quattro/venti.

Ma alla fine il progetto
è andato ai quattro venti;
troppo avventata forse
l’idea, troppo radicata
nel suolo ferroso
(elemento che comunque
si fonde intorno ai millequattrocentoventi
gradi Kelvin – le coincidenze)
delle catene intorno alle zone
di casa, ai prati di libri, in festa, in fiore,
d’estate, che coprono le montagne
che in realtà sono colline. Alte,
ma colline.

Meno male mi si concede
la licenza poetica.

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 19 – III

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I.
Capro da guardia,
l’età rimane virtù
in barriera. Bon.

II.
Rossa, ma solo
per ragioni tattiche,
e sibilante.

III.
Padàuan, trio,
ménage mai corrisposto.
Minore di tre.
(Input da Napowrimo.net giorno 18 – i rumori di casa)

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 18 – Vrùm

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Non m’intendo tanto di auto
motori o macchine
ma c’è un attimo, una frazione
di pressione del destro sul pedale
che sale, nel piede, nella gamba,
cresce al ginocchio coscia anca
e anche i princìpi ammutoliscono
la musica va in sottofondo
lo sfondo si perde
in quell’attimo, in quel giro,
in quel peso spostato da lato
stinco polpaccio ditone
pressione su quel pedale.

(Andata/ritorno Prato-Pisa aeroporto. Macchina ‘nuova’ in autostrada. Vrùm.)

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 17 – Soré

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Ci son voluti anni per mettersi
in pari, tra principi e grattacapi
rosticciana e vino da un lato del tavolo
acqua e couscous dall’altro –
spinaci al centro, compromesso facile.

Ci son voluti anni per ricordarsi
dei morsi sulla schiena,
delle portiere sull’occhio,
delle altalene nel mento
con una risata o due, anche scettica.

Ci son voluti anni per trovarsi
a distanza, da un paese a un paese ad
un altro ancora, sempre di scambio econ qualche cambiamento necessario
da entrambe le parti.

Ci son voluti anni per capire
che le frasi da dire son poche
alla fine. Mm-hm. La macchina ti serve?
Skype? Andiamo a correre! Mah.
Famose ‘n serfi.

Ci son voluti anni.

 

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NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 16 – Indice

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Aeroporto, lo vidi per la prima volta in

Bar, è solito far colazione al

Come, non tanto il perché quanto il

Disse, mi stupì il modo in cui lo

Estero, non avevano giurisdizione una volta all’

Follia, dubito sia stato un attimo di

Gioia, non stava esattamente esultando per la

Hhhhk, sentii un suono strangolato, tipo

Insensata, non mi aveva convinto questa mossa

Lugubre, come locale mi sembrava un po’

Male, come si fa a volergli del

Notte, vorrei iniziare la scena di

Orrori, ne aveva visti di

Perdonare, era la migliore di noi a

Quanto, era rimasto lì chissà da

Resti, ne trovarono solo i

Saluto, trovai solo il tempo per un

Tabarro, chi indossa ormai il

Untore, grida di “Dagli all’

Vizi, ma di sicuro aveva pochi

Zona, rimasero appostati in

 

(Suggerimento da Napowrimo.net 12, poesia creata inventando un indice per una storia non esattamente esistente.
Assist di Thomas Brendler.)

NaPoWriMo / GloPoWriMo 15 2016 – Io? Doppio

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Due righe, non di più.

Doppio passaporto,
doppia lingua, doppia voce,
doppi sensi, doppler test
fatto da più giovane.

Due volte straniero:
Inglese in casa, Italiano all’estero.
Doppietta, perso – in trasferta.
Due volte.

Lo sdoppiamento mi
perseguita, senza scadenza
in turbe adolescenziali.
Doppi fini? Dopo, prima
servono due giri, di corsa,
senza il doping.
Doppiaggio? Meglio i sottotitoli
almeno uso la doppia vista,
doppio impegno, me la godo
due volte tanto.

Bravi. Bello. Bis.

(Breve, rapida, di recupero, con lo spunto di NaPoWriMo.net.)

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 3 – Caro mio

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Parliamone. Lo sai te e lo so io
che in realtà non si tratta
proprio di ammirazione –
diciamo che ci tolleriamo a vicenda.

Come vogliamo andare avanti
quindi? Non voglio, a dire il vero,
dover cambiare per compiacerti
dover cambiarti per piacermi

i compromessi sembra
non valgano a nulla
perché gira e rigira ci troviamo
sempre qua, uno davanti all’altro
a squadrarsi, soppesarsi, sospirare.

Torsioni, torti e storture
in realtà fuori dai margini,
lo sappiamo entrambi,
ma che ci incolpano lo stesso.

Non siamo solo grezza materia ma
vorrei anche sperare che a studiarsi
meglio, si impari ad apprezzarla
comunque, ciò che hai davanti –
di nuovo, ancora, finalmente.

Come lettera è breve, lo ammetto.
ma in realtà è solo una richesta,
tête-à-tête, vis-à-vis, occhi negli occhi:
non riflettere troppo. E se lo fai,
che sia con sincera onestà.

(Prompt: Fan letter, via NaPoWriMo.net)