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#GloPoWriMo 2017 30 – ho sempre amato i denti di leone

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amato quei fiori testardi
che spuntano in posti che volentieri
ignoreremmo, come tra le crepe
dei marciapiedi e su giardini
che conoscono l’importanza di
ospiti improvvisi. Sempre
amato come mi si sfregano contro
le caviglie con le facce piene
di sole, e come, con l’età,
imparino a volare ed esaudire
desideri. Forse possiamo tutti
diventare angeli un giorno. Forse
possiamo fiorire nei posti che non
ci accolgono. Forse ti amerò
per sempre perché io ti ho
sempre amato, il fiore che
spinge tra terra e rovine
e chiama i semi rimasti
a dormire: ‘Forza! C’è
spazio per tutti. Rendiamo
questo posto bellissimo. Possiamo
rendere questo posto bellissimo.’

[Originale in inglese di Emily Chou, ‘I have always loved dandelions’]

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#GloPoWriMo 2017 27 – untitled translation

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by Alex Valente
Original Italian by Nadia Campana (1954-1985), untitled from Verso la Mente

more of the living during the journey
many horizons for hours and hours
submerged in distance
between the canes and the holes
water turn to air
take the fall
use your lips

via UNTITLED — The Norwich Radical

#GloPoWriMo 2017 25 – liberamente

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questo è l’indice
che accusa l’ingiustizia
questo è il medio
in viso a chi versa odio
questo l’anulare
che sposa cuore e voce
questo è il mignolo
ricordo che basta poco
questo è il pollice
che condanna o approva

questa è la piega
come lo sono questa
e quest’altra
questo è il pugno
che ne risulta
che non mira a violenza
ma anche oggi
come ieri
come sempre
con decisione
si alza resiste grida

#GloPoWriMo 2017 12 – decostruzione

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ore 17.15, pomeriggio, caldo
garage, fresco, ancora umido
bicicletta, catenaccio, lucchetto
chiavi, cancello, salita
pedale, ruota, pista ciclabile
discesa, risalita, curva
vento, moscerini, occhiali da sole
uomo con aquilone, coppia con cane
coppia con cane, amici con pizza
cane senza coppia, lingue su gelato
gomma, strada, auto che non si ferma
pedale, pedale, piede, asfalto
stradina, muri gialli, tavolino
gelato, gelato, gelato, pizza
cane, cane, bicicletta, palazzo
angolo, bicicletta, cane, gelato
auto, auto, auto, pedone, gatto
strada, strisce, frenata, piede
catenaccio, bicicletta, lucchetto
caldo, pomeriggio, ore 17.30

te che non impari mai

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non hai mai imparato ad ascoltare le voci che non ti chiamano
preferisci dare retta ai post-it che portano il tuo nome
i titoli di libri canzoni bottiglie di shampoo che non usi più
scatolette con valori nutrizionali che fai finta di capire
di sapere se sono in linea con le tue credenze le tue scelte le tue
idee di educazione per poi passare ad un menù a troppa scelta
alla ricerca di qualcosa di nuovo (tanto poi scegli sempre margherita)

non hai mai imparato ad ascoltare le voci che non ti cercano
andare d’accordo con i messaggi e le notifiche sul tuo schermo
ti resta più facile più diretto più decisamente rivolto a te
che non devi installare nulla di nuovo per farle funzionare
e il supporto tecnico si può applicare su tutta la gamma
delle emozioni programmate che ti girano sullo sfondo
senza sfinire la batteria come l’ultima volta (clicca per la rece)

non imparerai mai rimasto senza un manuale o un video
che ti mostri come procedere una serie di istruzioni
che ti aiutino a distinguere cosa conta e cosa no cosa vale
e cosa no cosa importa veramente cosa cambia questa volta
cosa succede se ti ci applichi cosa succede se centri cosa c’entra
se manchi se ti manca se manca qualcosa alla fine all’arrivo
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NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 30 – Teoria dell’impatto

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Sono le 4.13 del primo gennaio 2010. Le tende sono mezze tirate. La luna mi fa vedere la ragazza addormentata accanto a me, dandomi le spalle. Ha delle forme a stella tatuate lungo la spina dorsale. Ognuna più piccola della precedente, fino a che il vuoto sotto al piumone mi rende impossibile vederne altre. Ci siamo conosciuti stanotte. Con la punta delle dita misuro la distanza tra le prime due stelle. Poi la dimezzo, poi ancora, poi ancora. Perché l’infinito non è spazio e tempo, è un processo.

(Input da Napowrimo.net per oggi era di tradurre una poesia. Gioco in casa. Originale inglese di William Letford, ‘Impact Theory’ in Bevel.)

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NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 27 – Incontri

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Spesso il male di vivere ho incontrato.
Era solito vedersi per strada
fare un cenno col capo, o una strizzata d’occhi,
o un movimento, appena, della mano.
Poi andarsene, ciascuno per la sua strada.

Rimane a volte il dubbio
di chi non avesse il tempo
l’uno per l’altra, se io o il male,
ma poco importa, alla fine.

A volte gli incontri
che più rimangono impressi
sono quelli che durano meno.
A volte, invece, anche se frequenti
non rimangono impressi affatto.
A volte, più strade si incrociano
mentre altre rimangono parallele.
A volte cambiano tutto, poco, niente.

(Input da Napowrimo.net per il giorno 25. Partire da un verso di un’altra poesia, e andare in direzione diversa.)