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Dovrei, di Franny Choi

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A dire il vero dovrei essere gentile con i bianchi
che mi sorridono per strada, che mi lasciano
entrare nelle loro riviste & scuole,
che mi prestano i figli per insegnargli.

Dovrei rispondere col sorriso all’uomo che mi chiama
bellissima. È una parola più cortese di erezione
anche se meno precisa. Facciamo tutti sacrifici
per tenerci gente intorno. Allora quando

la donna bianca si inchina, dovrei almeno
apprezzare lo sforzo, invece di lasciarne il sapore
marcirmi in bocca, yogurt acido,
latte & limone nella stessa tazza di tè.

& quando skinhead & cravatte sciamano
a chiamare la mia bocca troppo tagliente, troppo manuale,
troppo strillante & sirena & di sbieco, dovrei
apprezzare il riscontro, parlare propriamente,

lasciarmi lo sputo in guancia fino a renderlo un bagno
caldo per lenire tutta la brava gente che ho accusato
di lasciar fare alle loro mani il lavoro degli schiavisti
& ladri da cui discendiamo. Dovrei guastarmi,

arricciarmi, cullarli & dirgli che si meritano
tutte le loro spoglie. Che non devono niente al mondo
tranne la conquista. Che mi scuso per averli fatti
sentire a disagio. Mi scuso, cioè, per essere stata

arredamento disubbidiente. Dovrei scusarmi
per prendere tanto spazio quanto un uomo, oggi.
Per ridere troppo forte. Per camminare come se
volessi vivere. Per darmi un nome

al di là di una griglia turni & carne.
Per indossare pugnali alla festa. Per indossare
la mia sola, brutta faccia. Per cantare. Per cucinarmi
un pasto caldo. Per mangiarne ogni morso.

[Originale in inglese di Franny Choi, ‘Should’]

Incidente su un Traghetto in Corea del Sud, di EJ Koh

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276 Morti (232 Studenti)
28 Dispersi (In Acqua)
1 Superstite Trovato Morto (Suicida)

Operazioni di ricerca ancora in atto.

Immagini rilasciate al pubblico: il capitano
che abbandona il traghetto in mutande. Scalzo, salta
in braccio an un altro. Sullo schermo, il viso è violaceo.
Sapeva che il traghetto era 300 volte oltre la portata, dicono.
Sapeva che le scialuppe erano rotte, il carico in bilico.
Dopo le immagini, il figlio del proprietario sparisce.
Il capitano è accusato di omicidio. Un ufficiale
della società per ispezioni SeaTrust è agli arresti.

Una volta ho preso lo stesso traghetto tra Incheon
e Jeju Island. I ponti erano verdi.
Gli studenti hanno sentito gli altoparlanti: ‘Non muovetevi
da dove vi trovate, rimanete dove siete.’
I miei genitori piangono nell’altra stanza. ‘Perché
gli studenti non sono saltati in acqua?
Gli americani avrebbero saltato.’ Mia mamma
è più colpita dal momento dell’affogo.
Hanno 15 anni. Alla loro età, credevo in Dio.
Chi ha detto che l’amore che non fa male non è amore?

Per la prima volta, mia mamma mi dice, ‘La Korea ha sbagliato.
Il mio paese ha sbagliato.’
La madre di un bambino morto si è tuffata nell’oceano.
Gli altri l’hanno tirata fuori, e lei è apparsa in televisione,
dicendo, ‘Mio figlio è in quell’acqua scura e fredda.’
Un volontario si è suicidato. Il primo ministro si è dimesso.
Le reti TV della Korea del Sud vieta musica, varietà, e giochi
per tre settimane. Mia mamma mi sveglia
a notte fonda. ‘Se ti trovi su una nave che affonda,’ mi dice,
‘non fidarti di nessuno. Non ascoltare nessuno.’

Durante un servizio funebre, un pastore presente alla pulizia
e la copertura dei corpi ha detto, ‘Quanto devono aver raschiato
ai muri questi studenti intrappolati per aver perso
tutte le unghie delle dita.’ La cappella scoppia a piangere.
Altre immagini da dentro la nave compaiono su YouTube
a richiesta dei genitori di uno studente morto.
Le immagini vengono trasmesse. Le facce vengono sfocate.
Le voci vengono cambiate. Stanno ridendo
per un secondo con tesa eccitazione. ‘Pensate che
saremo famosi?’ dice qualcuno, ‘Come col Titanic?’

[Originale in inglese di EJ Koh, ‘South Korean Ferry Accident‘]