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#GloPoWriMo 2018 7 – Equinozio

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sdraiati
su rive
di fiumi

lettori
strizzano
gli occhi

pagine
scorrono
da sole

(tricubo, 3x3x3)

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#GloPoWriMo 2017 8 – in una capanna di bambù sulla riva di una spiaggia

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Lui le lesse ‘The Moor’ di Russell Banks.
Non fu la storia, anche se la storia è bella,
e non fu il modo in cui la lesse. L’accento
scozzese non riuscì a prendere gli americanismi.
I ‘sure’ e ‘yeah’ divennero parodie che
diedero ilarità ad una bellezza che non ne aveva bisogno.
Fu il fatto che lei si sdraiò con la sua testa
sul suo petto e lui sentì il rombo della propria
voce e una vibrazione di parole precedenti.
La storia che lesse finisce nella neve, e loro
rimangono immobili, ma cosa fare? Quanto possono
rimanere lì? Allore lui traccia disegni sulla
pelle di lei con le dita. E i disegni divennero
cerchi e i cerchi divennero parole e
queste azioni hanno la tendenza a progredire.
Le sollevò la maglietta oltre le spalle e
sappiamo tutti il resto. Ci sono corpi di ogni tipo.
Se siete fortunati troverete qualcuno la cui pelle
è una tela per la storia della vostra vita.
Scrivete bene. Prendetevi cura del battito sottostante.

[Originale in inglese di William Letford, ‘in a bamboo shack on the edge of a beach’]

NaPoWriMo Day 16 – Nuvole

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Fletto i muscoli, e mi libro
nello spazio tra le righe
negli scoli sulla carta
tra finestre e cornici.

Salto da un lato all’altro
indagando tempi futuri
e mondi paralleli rintanati
in vecchie città, incubi
in cui ballano antichi traditori.

Passo di nascosto e mi perdo
nelle strade tracciate e pensate
da orfani, armadilli e razziatori,
vigili sentinelle di altri piani.

Mi rifugio per un giorno, libero
fra le nuvole di pensiero
e di parole – in silenzio.

Tornante

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Da che Macondo torni, girovago
qual ragione ti ha stretto a sé
tenendoti un giorno ancora.

Da che Wandernburg parti, girovago
quali incontri ti hanno preso
danzando sulla pista notturna.

Da che città invisibile ti separi, girovago
quanti ricordi lasci dietro te
riportando solo memorie in bassa risoluzione.

Da che Altroquando scappi, girovago
quali paure e problemi abbandoni
sperando di nascondere le tue tracce.

Da che Londra di Sotto arrivi, girovago
e per quanto ancora cercherai nuove mete
tracciando sentieri nelle pagine d’atlante
scomparendo dietro la curva, al giro d’un altro giorno.

Dove te ne andrai, girovago, al prossimo capitolo?