Tag Archives: life

#GloPoWriMo 2018 5 – Ancora, un’altra volta

Standard

Voglio dire che da qualche parte
ci sono due stelle in orbita l’una
dell’altra

ognuna convinta che l’altra sia
il sole, e da qualche altra parte c’è
un piccione

il volo diretto verso l’orizzonte perché
sa che non è ancora a casa. Voglio
dire

che ad un certo punto c’era un castello,
e ora non c’è più. Da qualche altra parte, un fiume
ha scavato

un canyon per poter baciare l’oceano sulla bocca.
Qui, la mia mano trova la tua e dall’altra
parte del mondo

un continente perduto trema. Chiunque chieda
perché ci servono le arti deve capire che alcune
fondamenta

dell’essere sono, come atomi, invisibli finché
non hai gli strumenti giusti. Quando ero
piccola

stavo seduta dietro in macchina e guardavo
le gocce di pioggia rincorrersi sul vetro, riunendosi
a

vecchie amiche lungo la strada. Anni dopo, mi hai baciata
sotto nuvole di tempesta e mi sono ricordata che
la quantià

d’acqua sulla terra è sempre stata la stessa.
Lo scorso inverno mi hai salutata alla stazione ed io
sono precipitata

dentro di te, esultando per averti trovato di nuovo.
Voglio dire che ti amo troppo perché questa
sia solo la prima volta

 

#translationthurs
originale in inglese di Emily Chou

Advertisements

Ross Gay

Standard

‘When the world is too much.’ Quando il mondo è troppo. Da sopportare, da sostenere, da seguire.

Non è la mia di voce che importa, che serve, che conta al momento. Rinuncio quindi alle discussioni sull’invisibilità di chi traduce, per fare da tramite a queste, di voci. Una al giorno. Diciassette giorni. Diciassette voci, per più di 530 persone uccise.

Un dettaglio necessario

è che Eric Garner ha lavorato
per un po’ di tempo per il Parks and Rec.
Dipartimento orticulturale, che significa,
forse, che con le sue mani giganti
forse, molto probabilmente,
ha posato gentilmente nella terra
delle piante che, probabilmente,
alcune, molto probabilmente,
continuano a crescere, continuano
a fare quello che fanno le piante, come far da casa
a sfamare creaturine piccole e necessarie,
come essere piacevoli al tatto e all’olfatto,
come convertire la luce solare
in cibo, come rendere più facile
a noi il respiro.

NaPoWriMo 2015 Day 23 – The story of my person

Standard

The story of my person
is the story of a giant fear
of being myself,
opposed to the fear of losing myself,
opposed to the fear of the fear.
It could not be otherwise:
in apprehension we lose our memory
in submission everything.
It couldn’t,
my childhood,
pillaged by family,
allow me a stable, concrete maturity.
Nor my solitary life
allow me something less fragile
than this thrashing between worries and insecurities.
I survived childhood,
I survived adulthood.
Almost nothing compared to life.
But I survived.
And now, in the ruins of my being,
something, a firm utopia, is about to bloom.

[Original Italian by Piera Oppezzo (1934-2009).]

NaPoWriMo Day 9 – We/You

Standard

We took ourselves and in our image
created something more.
We took our limits and our flaws
we took our hatred and our love
and created something different
but close enough to home.
We wanted you to fight our battles
we wanted you to be
the things that we could not.
We made you orphans, exiles, rejects
because that was what we were.
We gave you magic, gave you science
gave you everything between.
We gave you names of power
because our words had failed.
We didn’t know how much we needed you
and we know you were never real
— and we still do.

But sometimes
we see past your coloured clothing
we see past your troubled starts
we see past your endless reboots
we see past your every frame
of every page in which
we gave you life.
And sometimes
we look up and hope to see
ourselves in you.