Tag Archives: love

#GloPoWriMo 2018 22 – mapping

Standard

the stars cannot rearrange

themselves in the sky

& yet here you are

changing the pinpoint over my head

making me lose directions

& maps of where i thought i thought

i would be & be going

at this point in time but it was space

that you changed & i was a fool

not to see that chance & you seized

the opportunity as you drew

new constellations on our skin

ladles & spoons replacing bears

pyramids where arrows flew &

sails instead of falls though fall we did

through hallways of cold light

& of cold nights after sudden rain

& we rearranged ourselves

in your bed bodies shifting

mapping out another sky

prompted

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#GloPoWriMo 2018 10 – Calore e acqua calda

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Dimmi ancora come ami la metà lei e la parte lui di me.
Mostrami con la bocca le mani i fianchi che non c’è un solo lembo di pelle mia intonso. Invalicato. Invisibile.
Lasciami portare quella borsa. Ce l’ho, tesoro. Ce l’ho.
Lasciami appenderti il cappotto e mettere l’acqua a bollire.
Lascia che le mie dita trovino quel punto sul collo che ti fa sempre male.
Lascia fare a me.
Ho lavato le lenzuola prima che venissi qui. Vieni qui e fammi ricordare l’odore del tuo collo e conservarlo per un’altra volta.
Mio amore jet-laggato. La tua mancanza è la mia sola costante.
Nelle ore più piccole mi sveglio e mi ricordo che ho ancora altre quattro notti di te.
Farai scivolare la tua mano calda sotto il mio torso e mi sposterai nel sonno.
Ti svegli prima di me perché è già mattina tardi a Toronto.
Nemmeno il cane riesce a toglierti gli occhi di dosso mentre balli in cucina.
Sorridi con quel sorriso che metti da parte per me e mi dici di non indossare una maglia per potermi guardare mentre preparo il caffè.
Proprio così, dici.
Proprio così.

 

#translationtuesday
originale inglese di Ivan Coyote, ‘Heat and Hot Water’

#GloPoWriMo 2018 6 – Homework

Standard

For next week, then,
I want you to fall in love
with someone who doesn’t
speak the same language as you.
I want you to explore
all conjugations of the verbs
to feel to stumble to fumble.
I want you to analyse
the syntax of their collarbone
and the irregular construction
of the skin on their belly.
How their intonation rises
with each questioning look
in the way that their voice
does not. How the structure
of their arms has possessive
qualities, and it calls to you
in the singular and the plural.
How there is no need for a third
person. How the present
might or might not seem perfect
and the rules behind it follow
no rhyme nor reason anyway.
How tongues are the least
important part of the conversation
when the punctuation is made
by the sounds of your study.

What you will learn is
for you and you alone but
share the lesson wide.

based on a conversation almost had during teaching

#GloPoWriMo 2018 5 – Ancora, un’altra volta

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Voglio dire che da qualche parte
ci sono due stelle in orbita l’una
dell’altra

ognuna convinta che l’altra sia
il sole, e da qualche altra parte c’è
un piccione

il volo diretto verso l’orizzonte perché
sa che non è ancora a casa. Voglio
dire

che ad un certo punto c’era un castello,
e ora non c’è più. Da qualche altra parte, un fiume
ha scavato

un canyon per poter baciare l’oceano sulla bocca.
Qui, la mia mano trova la tua e dall’altra
parte del mondo

un continente perduto trema. Chiunque chieda
perché ci servono le arti deve capire che alcune
fondamenta

dell’essere sono, come atomi, invisibli finché
non hai gli strumenti giusti. Quando ero
piccola

stavo seduta dietro in macchina e guardavo
le gocce di pioggia rincorrersi sul vetro, riunendosi
a

vecchie amiche lungo la strada. Anni dopo, mi hai baciata
sotto nuvole di tempesta e mi sono ricordata che
la quantià

d’acqua sulla terra è sempre stata la stessa.
Lo scorso inverno mi hai salutata alla stazione ed io
sono precipitata

dentro di te, esultando per averti trovato di nuovo.
Voglio dire che ti amo troppo perché questa
sia solo la prima volta

 

#translationthurs
originale in inglese di Emily Chou

#GloPoWriMo 2018 3 – I want to be a permanent guest of your lips

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I want to be a permanent guest of your lips
see you wake up
watch you sleep
and eventually if you want
make love too
all night
and all morning
we have lunch
then after
again
then after
we fuck
we pretend
the end of the world
is near
we bar the door
we pretend the horde
of zombies has taken the streets
see them crawl between the smoke and flames?
Don’t make a sound
covered by these covers
no one can harm us.

Let’s pretend it’s worth it
to tell us to do us to kiss us
in these zombie times.
In these zombie times
each time
is like
the last time.

Let’s pretend the last time
was second to last
and back all the way
to the first time
when you looked at me
with those smiling eyes of yours.

I’ll tell you that I heart you
you’ll ask: what about the other organs?
I all the other organ you.

As meanwhile outside
the apocalypse
is bucketing down
we’ll be able
to laugh together.

 

#translationtuesday
original Italian by Guido Catalano, from Ogni Volta che mi Baci Muore un Nazista

Entanglement, di Jane Hirshfield

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Un bibliotecario a Calcutta e un entomologo a Praga
firmano le loro illecite mail notturne,
‘ton entanglée.’

Nessuno sa spiegarlo.
La strana attrazione tra border collie e pecora,
foglia e vento, due elettroni distanti.

Considera, anche, la questione di una gara equestre.
Ognuno grida più forte per il proprio cavallo,
sicuri che nella crescente confusione
oltre la frusta, oltre il fango,
il cavallo sentirà il proprio nome nel suo orecchio accelerato.

Il desiderio è differente:
il desiderio è il momento prima della partenza.

Un elettrone ha mai rifiutato
l’invito a cambiare direzione,
inviato in una busta sconosciuta, con un anello sconosciuto?

Una storia raccontata spesso: dopo la lezione, la vedova
insiste che l’universo si poggia sulla schiena di una tartaruga.
E dove, il fisico
chiede, si poggia la tartaruga?

Molto furbo, giovanotto, risponde, molto furbo,
ma è tutto tartarughe fino in fondo.

E quindi una donna in Beijing compra per il suo amore,
che pratica geometria tartarugata a Boston, un gingillo
di metallo da una bancarella ad un mercato notturno.

Sulla schiena di una tartaruga, a riposo sul guscio,
una tartaruga.
Dentro il guscio verdognolo, un’altra, più piccola.

 

[Originale in inglese di Jane Hirshfield.]

#GloPoWriMo 2017 30 – ho sempre amato i denti di leone

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amato quei fiori testardi
che spuntano in posti che volentieri
ignoreremmo, come tra le crepe
dei marciapiedi e su giardini
che conoscono l’importanza di
ospiti improvvisi. Sempre
amato come mi si sfregano contro
le caviglie con le facce piene
di sole, e come, con l’età,
imparino a volare ed esaudire
desideri. Forse possiamo tutti
diventare angeli un giorno. Forse
possiamo fiorire nei posti che non
ci accolgono. Forse ti amerò
per sempre perché io ti ho
sempre amato, il fiore che
spinge tra terra e rovine
e chiama i semi rimasti
a dormire: ‘Forza! C’è
spazio per tutti. Rendiamo
questo posto bellissimo. Possiamo
rendere questo posto bellissimo.’

[Originale in inglese di Emily Chou, ‘I have always loved dandelions’]

#GloPoWriMo 2017 26 – fantascienza

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Una donna androide arriva alla città di frontiera.
È una delle migliaia che acciottola questa strada
tra le stelle, in cui assortimenti vari e servizi
sono venduti a caravanserais e carri coperti.

Le strade sono silenziose oggi, il casello ricorda
l’Arc de Triomphe. Lei pesta una sfinge,
i cinegiornali hanno già conquistato
i cine-ologrammi. I bassi della sigla

le rullano sui timpani, ma lei pensa
alla donna color lavanda, la sua quota vendite,
il tipo giusto di frutta da comprare alle figlie,

tre in tutto, giocano con le bambole, climatizzate,
destinate a fini epiche. E gli ingranaggi della sua mente
si spostano ed io sto guardando il mio amore che balla
senza camicia sotto l’acqua di una stella lontana chiamata New Jersey.

[Originale in inglese di Ng Yi-Sheng, ‘Science Fiction’]

#GloPoWriMo 2017 13 – Questo è quello che vorrei mi dicessero

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C’è un mondo oltre questo mondo su cui ti devi sintonizzare.
Trova l’universo come un segnale readio.
Innamorati dell’interferenza statica.
Ispira e sii ispirata e capisci che è solo umano amare così tanti insieme.
Amati.
Mi ci è voluto tanto tempo, ma è una delle cose più importanti che nessuno mi hai mai insegnato tranne me.
Dimenticati del peso che devi perdere e della pelle che non ci sta intorno alle ossa in modi in cui vuoi che stia.
Non lasciare che sia il tuo corpo a dettare di cosa è fatto il cuore.
Lascia entrare il mondo e prima o poi tutti vedranno l’oceano che scorre da te.
Camminerai per strada e qualcuno ti scambierà per il cielo.
Sei bella perché ti permetti di sentire, ed è una cosa veramente coraggiosa.
Stima la compagnia di essere soli.
Pensa alla solitudine come ad un’altra amica che puoi tenere per mano al buio.
Non devi aver paura quando anche la notte ha troppa paura per rincorrersi la coda.
Hai le ali tagliate e cicatrici da quando ti hanno detto che eri troppo giovane e troppo umana e troppo debole per tentare di scalare la troposfera ad occhi chiusi, ma tu sei nata dalla terra e sei nata da un’onda di amore di tua madre e finirai da qualche parte in un orizzonte tra le due.
Una bambina di nove anni mi ha scritto per Natale dicendo ‘Non ti conosco, ma mi hanno detto che sei bella e gentile e meravigliosa e non lo metto in dubbio per un secondo’.
Quando è stata l’ultima volta che hai scritto ad una sconosciuta?
Ama chi non hai mai visto.
The intangibilità sono un’altra ragione per cui mi innamoro così facilmente.
Tocca una persona senza toccarle e ti ricorderanno più a lungo che se le tocchi con le dita sulla gamba una sera in un locale malfamato.
Lasciati ai piaceri carnali e il sapore di frutta matura di avere diciotto anni e innamorata con la promessa degli addii, ma ricordati che cercherai sempre qualcuno a cui poter dire ciao, ciao, ciao senza aver paura che la porta si chiuda dietro di loro per l’ultima volta.
Ama e sii amata.
Siamo tutti umani.
Tieni tua zia tra le braccia mentre piange nel cortile d’ingresso.
Non lasciare che tuo padre vada da solo a vedere il film che voleva vedere con te.
Tutto si ritrova in quanto vedi, quanto senti, quanto leghi le corde del tuo cuore intorno ad altri.
Attenta.
C’è un mondo oltre la tua finestra dove il vento tintinna il tuo nome meglio di te.
Innamorati così spesso che non ti ricordi dove hai lasciato il cuore.
Lasciami tenerti in bocca e stravolgerti i sensi.
Ricordati che sei solo umana.
Ricorda: non sei la pelle nella quale sei nata, ma qualcosa dieci volte di più, qualcosa mille leghe più profonda.

[Originale in inglese di Shinji Moon, ‘Here Is What I Wish They Said’]

#GloPoWriMo 2017 8 – in una capanna di bambù sulla riva di una spiaggia

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Lui le lesse ‘The Moor’ di Russell Banks.
Non fu la storia, anche se la storia è bella,
e non fu il modo in cui la lesse. L’accento
scozzese non riuscì a prendere gli americanismi.
I ‘sure’ e ‘yeah’ divennero parodie che
diedero ilarità ad una bellezza che non ne aveva bisogno.
Fu il fatto che lei si sdraiò con la sua testa
sul suo petto e lui sentì il rombo della propria
voce e una vibrazione di parole precedenti.
La storia che lesse finisce nella neve, e loro
rimangono immobili, ma cosa fare? Quanto possono
rimanere lì? Allore lui traccia disegni sulla
pelle di lei con le dita. E i disegni divennero
cerchi e i cerchi divennero parole e
queste azioni hanno la tendenza a progredire.
Le sollevò la maglietta oltre le spalle e
sappiamo tutti il resto. Ci sono corpi di ogni tipo.
Se siete fortunati troverete qualcuno la cui pelle
è una tela per la storia della vostra vita.
Scrivete bene. Prendetevi cura del battito sottostante.

[Originale in inglese di William Letford, ‘in a bamboo shack on the edge of a beach’]