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binari

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ci dicono che
la nostra lingua è binaria
ci sono versi e direzioni necessarie
affinché non si perda di vista
la vera destinazione

la nostra lingua è binaria
come stelle che bruciano
tenendosi a distanza 
perpetua, attorno al loro
centro di massa 
una primaria, l’altra compagna
parità falsa e promessa d’aria fritta
sul calore dei nostri corpi

la nostra lingua è binaria
come due sono i testicoli
due sono i capezzoli
due le certezze di chi insiste
sul fatto che un solo asterisco 
ci porti all’implosione
della lingua della specie della parità
mai raggiunta di nuove teorie
sopraggiunte su complotti 
di identità in sostituzione
senza la considerazione della nostra
di noi che siamo più di due, di tre
di sette fasce luminose ed altre due ancora

ed è solo ora che chiediamo
di essere più che fratelli
più che sorelle
più che solo un numero
o almeno un nome
perché di binario
fino ad ora sulla lingua di chi
non teme spettri tranne il nostro
esistono solo uno e zero
un noi e loro che ci cancella
e divide e deride e sorride
con lingua biforcuta

la nostra lingua è binaria
perché quello che conta
è arrivare da uno a due;
il tre, no – quello che segue
nemmeno, come un treno 
su un tracciato senza stazione
di partenza o di arrivo
ma solo ritardi
coincidenza? io non credo

senti comunque il vapore che sbuffa
e il treno che fischia
lanciato fuori da binari
imposti e supposti
risultati straordinari
di chi la lingua la vive
come argento che sprinta
locomotiva che avanza
per cuore una stella che avvampa

e stavolta, nessuna destinazione
casomai due

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#GloPoWriMo 2018 10 – Calore e acqua calda

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Dimmi ancora come ami la metà lei e la parte lui di me.
Mostrami con la bocca le mani i fianchi che non c’è un solo lembo di pelle mia intonso. Invalicato. Invisibile.
Lasciami portare quella borsa. Ce l’ho, tesoro. Ce l’ho.
Lasciami appenderti il cappotto e mettere l’acqua a bollire.
Lascia che le mie dita trovino quel punto sul collo che ti fa sempre male.
Lascia fare a me.
Ho lavato le lenzuola prima che venissi qui. Vieni qui e fammi ricordare l’odore del tuo collo e conservarlo per un’altra volta.
Mio amore jet-laggato. La tua mancanza è la mia sola costante.
Nelle ore più piccole mi sveglio e mi ricordo che ho ancora altre quattro notti di te.
Farai scivolare la tua mano calda sotto il mio torso e mi sposterai nel sonno.
Ti svegli prima di me perché è già mattina tardi a Toronto.
Nemmeno il cane riesce a toglierti gli occhi di dosso mentre balli in cucina.
Sorridi con quel sorriso che metti da parte per me e mi dici di non indossare una maglia per potermi guardare mentre preparo il caffè.
Proprio così, dici.
Proprio così.

 

#translationtuesday
originale inglese di Ivan Coyote, ‘Heat and Hot Water’