Tag Archives: pomeriggio

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Veniva dal sud, quel pomeriggio,
come vennero loro tempo prima,
e portava con sé il gelsomino. Ne portava
l’odore, i fiori, i colori e i rami.
Li portava in mano e li porgeva
uno ad uno, con delicatezza a volte,
a volte a manciate, tirate in faccia,
quando meno te lo aspetti.

Sembrava un pomeriggio da innamorarsi
fra l’estate dietro la pagina e le nuvole oziose,
fra la brezza e il sole a pioggia fra i capelli,
fra calabroni e motorini che si corteggiavano
a distanza di un paio di strade e qualche cortile.

Il gelsomino, a tardo pomeriggio, strinse le foglie
e prese mira, spietato, tra occhi e bocca dello stomaco,
con calma, dolcezza, odore di spezie rimaste
dagli avanzi del pasto ancora in tavola.
Mostrare i denti è aggressione, per alcuni
reazione immediata di un senso spiazzato,
lasciati per la strada – risolino, occhiata, paura
che striscia e ronza tra le foglie.

Era un pomeriggio soleggiato, da riposo,
ma il gelsomino non dava tregua. Tralicci
lanciati all’assalto di balconi e memorie,
arpioni nell’intimo, selvaggio nel suo agguato.
In cucina, piatti sporchi, un portatile aperto,
bozza di una lettera mai inviata, bottiglia d’acqua vuota.

NaPoWriMo Day 15 – Paralleli

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Ho camminato lungo il fiume, oggi.
L’ho tenuto sulla destra
a distanza di un braccio
e l’ho seguito, in silenzio.
Non ci ho parlato; d’altronde
uno è fiume e l’altro è uomo
una è acqua e l’altra è carne
uno è sassi e l’altro è ossa.

Con le dita ne ho seguito
il corso, tracciando il colle
al di là dell’altra riva,
percorrendo con lo sguardo
la vecchia giovinezza
della cima smussata;
ho sorriso, e mi sono passato
la mano fra i capelli.

Non ho camminato a lungo
non ne avevo il tempo.
Non l’ho seguito fino in fondo
non sono partito alla sorgente.
L’ho lasciato correre
tranquillo nel suo letto,
il fiume verso destra
io nel senso opposto
tornando verso casa.