Tag Archives: Prato

#GloPoWriMo 2018 14 – P.S.

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il can del monte
ha detto maremma-no:
a volte basta.

 

maybe cheating, a haiku

#GloPoWriMo 2018 13 – Familiare

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il cane ti osserva forse da sopra il suo monte, pelo bianco smosso dal vento stranamente mattiniero, al momento forse già in pausa dal suo dovere di pastore e guardiano – di alberi di animali di persone che chiami suoi padroni, e dimentichi che i familiari in questa lingua sono sì sempre legati dal sangue ma alcuni più stretti e vicini di altri, familiare non è forse solo famiglia forse non è solo cambio di lessico – il cane ti osserva da sopra il suo monte ma non lo dà a vedere, il pelo smosso sì dalla brezza ma l’occhio non puntato sulla strada su di te sugli olivi che lo circondano, il muso rivolto ad altro forse ma l’occhio si muove ogni tanto verso di te – occhio che noti essere troppo simile troppo vicino ad uno che riconosci in altro viso in altro luogo in altri tempi ma ora non hai tempo di controllare perché – il cane ti osserva ora forse più attento di prima più affilato l’occhio puntato ma rimane sdraiato sul suo monte contornato di olivi ma privo di animali di persone tranne te e il cane, sul monte, col vento di mattina che soffia prima del solito orario

una coda di
ricordi forse nuovi
si snoda tra voi

 

better late than never, a haibun

#GloPoWriMo 2017 12 – decostruzione

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ore 17.15, pomeriggio, caldo
garage, fresco, ancora umido
bicicletta, catenaccio, lucchetto
chiavi, cancello, salita
pedale, ruota, pista ciclabile
discesa, risalita, curva
vento, moscerini, occhiali da sole
uomo con aquilone, coppia con cane
coppia con cane, amici con pizza
cane senza coppia, lingue su gelato
gomma, strada, auto che non si ferma
pedale, pedale, piede, asfalto
stradina, muri gialli, tavolino
gelato, gelato, gelato, pizza
cane, cane, bicicletta, palazzo
angolo, bicicletta, cane, gelato
auto, auto, auto, pedone, gatto
strada, strisce, frenata, piede
catenaccio, bicicletta, lucchetto
caldo, pomeriggio, ore 17.30

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 20 – 420

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Se l’avessi scalato negli Stati Uniti
sarebbero stati quattrocentoventi metri
in quarantadue (più zero) minuti
fatti il quattro/venti.

Ma alla fine il progetto
è andato ai quattro venti;
troppo avventata forse
l’idea, troppo radicata
nel suolo ferroso
(elemento che comunque
si fonde intorno ai millequattrocentoventi
gradi Kelvin – le coincidenze)
delle catene intorno alle zone
di casa, ai prati di libri, in festa, in fiore,
d’estate, che coprono le montagne
che in realtà sono colline. Alte,
ma colline.

Meno male mi si concede
la licenza poetica.

NaPoWriMo Day 16 – Nuvole

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Fletto i muscoli, e mi libro
nello spazio tra le righe
negli scoli sulla carta
tra finestre e cornici.

Salto da un lato all’altro
indagando tempi futuri
e mondi paralleli rintanati
in vecchie città, incubi
in cui ballano antichi traditori.

Passo di nascosto e mi perdo
nelle strade tracciate e pensate
da orfani, armadilli e razziatori,
vigili sentinelle di altri piani.

Mi rifugio per un giorno, libero
fra le nuvole di pensiero
e di parole – in silenzio.

NaPoWriMo Day 15 – Paralleli

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Ho camminato lungo il fiume, oggi.
L’ho tenuto sulla destra
a distanza di un braccio
e l’ho seguito, in silenzio.
Non ci ho parlato; d’altronde
uno è fiume e l’altro è uomo
una è acqua e l’altra è carne
uno è sassi e l’altro è ossa.

Con le dita ne ho seguito
il corso, tracciando il colle
al di là dell’altra riva,
percorrendo con lo sguardo
la vecchia giovinezza
della cima smussata;
ho sorriso, e mi sono passato
la mano fra i capelli.

Non ho camminato a lungo
non ne avevo il tempo.
Non l’ho seguito fino in fondo
non sono partito alla sorgente.
L’ho lasciato correre
tranquillo nel suo letto,
il fiume verso destra
io nel senso opposto
tornando verso casa.

Twin Cities

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For Leeds and Prato

The thread that runs from one to one
is only as long as the miles separating
the kilometres between two sides of a life.

One a medieval settlement
an alliance of two saints, tied together by a single belt;
the youngest grubby sister of a Renaissance family.
The other reborn in Victorian industry
and expanding year after year, red brick over red brick
into a paisley pattern of terraces.

One caught up in its past
streets tangled in a knot of time
so tight the sunlight can’t cut through.
The other unravelling so fast
across the present and into the future
that buildings rust before they are built.

Two parallel threads
linking Island and Continent,
uniting North and South,
encased in belts and chains
of the Pennines, degli Appennini.

Some loose ends remain
but family ties weave together
these twin cities of cloth;
two parallel threads converging
into a pattern of a tapestry
seen from the other side.

 

Special Mention
Barefoot in the Park 2012 Poetry Competition
Judge: Paul Maddern