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#GloPoWriMo 2017 14 – visita

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Comincia così:
una telefonata;
prendi il pc

scendi le scale
apri la porta con le
tue chiavi ma

non fare come
fossi a casa tua.
Porta rispetto.

Chiedi permesso,
prepara da mangiare,
prendi per mano,

aspetta, siedi,
non ignorare questi
momenti. Non ora.

#GloPoWriMo 2017 10 – Halls

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Non è la tua voce né la sua assenza
che rimane impressa anche anni dopo
ma un odore specifico associato ad una
sensazione particolare che viene
dal ciucciare una caramella Halls
nel pacchetto nero extra forte
rigorosamente senza zucchero
più delle sopracciglia più del naso rotto
più dei sistemi del Totocalcio
sono le Halls che bruciano la lingua
che più ricordano te.

#GloPoWriMo 2017 7 – a day in the life of

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start. waking up to
a new cycle of stories,
wheels are shuddering

at the holes you made
(there is news that we can pause)
is this fulfilling

or have we fallen
into another routine,
waiting for. the end.

#GloPoWriMo 2017 4 – brief dialogue concerning the naturalness of love

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“Can we fall in love please?”
“Did you just ask me if we can fall in love?”

“Yes, I think I just asked you that.”
“I think it should come naturally.”

“Like?”
“Like hunger, thirst, being born and death.”

“How about tears?”
“Yes, tears too.”

“Peeing?”
“Sure.”

“Rain, earthquakes, waves, clouds, the light of the sun?”
“Yes, just like rain, earthquakes, waves, clouds, the light of the sun.”

“So like a cat purring, then.”
“Yes, I think you’ve got it now.”

“Let’s give it a sec then, maybe it’ll happen.”
“Maybe it will.”

“Let’s hope so.”

[Original Italian by Guido Catalano, ‘Breve dialogo sulla naturalezza dell’amore’ in Ogni volta che mi baci muore un nazista.]

#GloPoWriMo 2017 3 – sempricità

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i will always non è una promessa
ma un progetto, un modo di ricordare
a chi interessa e a te e soprattutto a me
che ‘per sempre’ non significa ‘senza fine’.

c’è una periodicità nell’always che
a noi manca, fissati sul sempre che
spesso perde contro il forse e il quando
e il dubbio che rimane nel mentre

rimane anche per sempre se non
si sta attenti a come e quando si usa.
mentre always rimane ad aleggiare
quasi con noncuranza noi ci perdiamo

sul piccolo di quel i intenzionalmente
minuscolo, e l’intenzione di quel will
potrebbe fare anche di più, dandogli
tempo. che nel sempre, anche se non è

un always per fortuna
non manca mai del tutto.

 

[Prompt da Napowrimo FB, cominciare con i will always]

#GloPoWriMo 2017 2 – istruzioni

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apri ad una pagina multipla
di tre con un dito dispari
dopo averne leccato la punta

il fuoco è acceso la fiamma alta

scorrila tre volte e conta
e conta e conta una volta di più:
tre gli ingredienti tre i percorsi

il fuoco è acceso la fiamma arde

il primo lo troverai sparso ovunque
ma devi estrarne i chicchi uno ad uno
e dovrai chiedere aiuto per macinare

il secondo si annida in angoli bui
sorvegliato da paia di paia di occhi
uno ti basta ma procedi con cautela

il terzo lo dovrai estrarre a mano
scegliendo animali con cura e rispetto
per non farlo guastare verso casa

il fuoco è acceso la fiamma stride

uniscine i tre ingredienti
ruota su te stessa tre volte
versane un po’ sulla mano

il fuoco è acceso la fiamma sorride

chiedi permesso alla fiamma
e ungine la superficie
lascia sia lei a guidarti

[prompt da Napowrimo.net (ricetta)]

#GloPoWriMo 2017 1 – lettera ermetica in due parti a me stesso più giovane (haibun)

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perchè in realtà è una cosa semplice una materia non difficile da capire da gestire da digestire e processare ma quello che manca a volte è l’impulso iniziale, la scintilla di partenza. una reazione troppo veloce lascia il tempo che trova ma il tempo volendo si trova anche per le cose più lente, non è necessario mettere da parte parole e impegni per dedicarsi ad altri ed altre ed altrimenti ci si ritrova col tempo ad aver perso il tutto. te lo dico da ora da adesso da questo momento nel tempo che si ritrova ad essere il tuo futuro ma il mio presente e non mi aspetto che la mia presenza sia troppo influente alla fine sul tuo, anche se spero in un minimo di comprensione – o perlomeno curiosità. come cominciare. da dove partire. perchè continuare. dove trovare la forza il motore l’azione necessaria per partire sì ma con impegno materiale. ascoltami. leggimi. continua quello che fai, ma fai caso a come lo usi. fai caso alle parole che usi, alle parole che scegli, a quello che scegli di fare. ti servirà anche da lezione nel tempo che manca ad arrivare qua, da me, all’arrivo – almeno per ora.

beginnings are still
the hardest part of it all
and yet, we insist

 

[prompt da Napowrimo.net (haibun) e Jo Bell (lettera a se stessi a sedici anni)]

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 29 – Mi ricordo

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Mi ricordo di quando lo dicesti in dialetto. Amarcord, improvvisato.
Mi ricordo di quando eri rossa di capelli. E dicesti di no, ma anche sì.
Mi ricordo di quando non avevi ancora visto Guerre Stellari. Né te, né te.
Mi ricordo di quando mi vomitasti addosso, mentre ti tenevo sulle ginocchia.
Mi ricordo di quando ti ho fatto piangere. Eravamo in auto, e avevo sbagliato.
Mi ricordo di quando mi sono visto piangere. Ero in aeroporto, in autobus, in treno.
Mi ricordo di quando provavi a stringermi le braccia. Avevi la faccia cattiva.
Mi ricordo di quando ti ho baciato. Era quasi per sbaglio, ed è durata per anni.
Mi ricordo di quando sono partito la prima volta. Non ho mai smesso, di partire.
Mi ricordo di quando creasti una strana famiglia. Per qualche motivo, ne ero a capo.
Mi ricordo di quando mi hai detto che ti saresti mangiata le mani. Ma ormai è tardi.
Mi ricordo di quando ti ho visto sul palco. Avevo la febbre, entrambe le volte.
Mi ricordo di quando ho provato a conoscerti. E provato. E provato. E fallito.
Mi ricordo di quando eravamo in tre, e tu fosti il primo a buttarti. Sul riccio, in pieno.
Mi ricordo di quando mi hai baciato. Sapevi di fragola, e ridevamo, ed ero nervoso.
Mi ricordo di quando sei arrivata a casa. Eri piccola, dolcissima, un disastro.
Mi ricordo di quando sono crollato la prima volta. Ero da solo, a letto, tremavo.
Mi ricordo di quando me li hai presentati. I libri, i CD, e tuttora ne faccio parte.
Mi ricordo di quando sei venuto a piangere da me. Fino alle quattro di mattina.
Mi ricordo di quando facevamo progetti. Dovevamo essere io e te, poi sono andato solo io.
Mi ricordo di quando ti ho visto furioso. Era l’unica volta, e ci hai terrorizzato.
Mi ricordo di quando ho bevuto per l’ultima volta. Mi sentii male, e smisi del tutto.
Mi ricordo di quando mi leggesti il tatuaggio. Eri l’unica a cui piacesse, allora.
Mi ricordo di quando ho iniziato a scrivere. Ancora, a volte, tentenno a metà frase.

(Input da Napowrimo.net giorno 29.)