Tag Archives: rime

#GloPoWriMo 2017 29 – say cheese

Standard

Ci son formaggi
che non assaggi
se non quando vai
in certi posti, ma mai
a casa sennò son guai
una volta assaggiai
un pezzo per sbaglio
ma fu un abbaglio!
Era un tocco di crosta con caglio.
Quindi stai attento
occhio al momento
tieni gli occhi sul buco
o ti daranno del ciuco
ed entrambi sappiamo
che il formaggio che amiamo
è quello che puzza di meno.

[Prompt da Napowrimo.net, skeltonic verse]

Autopsia, di Sherman Alexie

Standard

Ho sognato stanotte il mio passaporto sanguinante.
Ho sognato che il mio passaporto era il masso
funebre per i nostri Stati Uniti, recentemente defunti.
Ho sognato che mio passaporto era fatto d’osso –

che era una canoa scavata nel sasso.
‘Non so nuotare,’ ho detto. ‘Annegare è inevitabile
se non raggiungo riva. Sarò solo nel mio collasso
nel sale. No, troveranno il mio cadavere

con altri corpi, tutti marroni, un numero incalcolabile.’
Ho sognato che il mio passaporto era un libro di preghiere,
inascoltate dagli dei, invece fatte scrivere
da verificatori incravattati. ‘C’è più di un errore

nei suoi documenti,’ mi hanno detto. Sembrava grave,
mi han portato in una stanza di unghie su piastrelle sporche.
Ho sognato che il mio passaporto era la chiave
ma i soldati avevano bruciato le porte,

tutte le porte—una conflagrazione di porte.
Ho sognato che il mio passaporto era il mio pastore:
‘Sherman, contro i carnivori ti batterai forte
o darai le spalle ai più deboli, a chi già muore?

Sarai rifugio? O sarai collaboratore?’
Stanotte, ho sognato il mio passaporto che vive
mentre entra in terapia intensiva. Respira, gli batte il cuore,
poi sospira e chiude gli occhi. Non sopravvive.

[Originale in inglese di Sherman Alexie, ‘Autopsy’]

NaPoWriMo 2015 Day 7 – Mediamente

Standard

L’italiano non è medio.

L’italiano non media
ma indica o ignora.
Non odia perché l’odio
è troppo forte, e le lodi
poi lo imbrodano, i poli
si oppongono da una parte e dall’altra
di un qualunque schieramento –
undici e undici e chissà quanti pollici
per la domenica in famiglia.

L’italiano non è medio.

In media in Italia
se si sbaglia si sbrocca
ma se per sbaglio (dicono
i media) ci imbavagliano
ci mettiamo la mano davanti alla bocca
a coprire lo sbadiglio:
ancora co ‘sta storia
abbaia abbaia ma che noia.

L’italiano non è medio.

Senza il medium non si accorge
dei corpi sventrati come pesci;
senza licenza media ci si avventa
sull’avvento di nuove lingue nuovi
organi nuove lezioni che non impareremo,
avventati e spaventati
da stranieri, stranezze e forestieri
mentre staremmo volentieri
a far merenda al banco.

L’italiano non è medio.

Se non capisce il dato,
il dito non te lo dà
ma può darsi il braccio lo prenda.
E non se la prende se lo fai
notare, che magari capisce male
ma alla fine ci si intende.

L’italiano non è medio.

E non si arrende davanti alle sfide
le alza di peso e le sposta
anche per partito preso
che non ci sono mezze misure
mezze calzette o mezze seghe
che gli si possono parar contro
sempre pronto allo scontro di opinioni
(ma non fate i pignoli, niente fatti
né pugnette – solo la pugna).

L’italiano non ha il medio
ma l’indice e il mignolo
volti verso il basso.
Che fai, porti rogna?