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#GloPoWriMo 2017 22 – stridulazione

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Cicindele, grilli, formiche di velluto, tutte
conoscono la frizione utile di parte su parte,
come strofinare ala su gamba, plettro su lima,
segna il territorio, evoca compagni. Come

un labbro sfregato su creste finemente dentate
risuona dolce come ago su vinile. Ma
a volte un corpo da solo è insufficiente.
Quindi il picchio sulla scossalina del camino

diventa la nostra sveglia mattutina. O
più tardi, rincasati, lo sfogliare del vento
che chiama a sé tra le foglie dello spino. Il tetto
inarca la schiena di lamiere per trovare la pioggia.

Il letto cigola dolce mentre mi giro su un fianco.
Che suono creerà il tuo corpo con il mio?

[Originale in inglese di Jessica Jacobs, ‘Stridulation Sonnet’]

NaPoWriMo / GloPoWriMo 2016 23 – Antisonetto

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Io non lo sopporto il sonetto
la colpa ovviamente non è
sua, nessuno me lo fa per dispetto.
Ma qualcosa nella forma che stona c’è.

Devo capire se sia la rima
o la forma proprio che sta stretta
(anzi no, di sicuro la prima)
ma faccio fatica ad arrivare in vetta.

La scelta poi è anche troppa:
Petrarca, Spenser, Scecspiriano,
non bastava una, qua si stroppia.
Per fortuna manca poco – e andiamo.

No. Il sonetto non lo sopporto
e per me Guglielmo può star morto.

NaPoWriMo Day 7 – Sweet Child

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How do I love thee? Let me count the ways.
I love thee to the depth and breadth and height
my hand can reach, when feeling to the right
and left of the box, as just a trace
of sweet clings to my fingers like glaze.
I feel the need to take a little bite.
I love thee sweetly and thy coat of white
I love thy insides soft, held by maize
starch – and yes, that is the British use.
I love thee, sweet child, and mourn your death
at my hands, tongue and teeth; and I mmfl mng
I luvmnmm thmm hgmnmngnnn nomnomnomnom.

(Sorry, Elizabeth Barrett Browning)

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NaPoWriMo Day 11 – Cecco Angiolieri

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Sonnet 82

If ah were fire, ah’d burn t’ world whole;
if ah were wind, ah’d trash it;
if ah were water, ah’d drown it;
if ah were God, ah’d purrit in th’ole;
if ah were t’ Pope, ah’d be a chuffed soul,
as ah’d let all t’ Christians ‘ave it;
if ah were t’ Emperor, ah’d be reet good at it;
ah’d chop their ‘eads off, t’ one n all.
If ah were death, ah’d go to mi ol’ man;
if ah were life, ah wunt stay wi’ ‘im;
t’ same ah’d do wi’ me ol’ mam.
If ah were Cecco, like wor’ ah was an’ am,
ah’d take all t’ lasses bonny n proper,
and ah’d leave t’ gammy legs and th’old for t’others.

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The original Italian (Tuscan) text.

Sonetto LXXXVI

S’i fosse fuoco, arderei ‘l mondo;
s’i fosse vento, lo tempestarei;
s’i fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i fosse Dio, mandereil’ en profondo;
s’i fosse papa, allor serei giocondo,
ché tutti cristiani imbrigarei;
s’i fosse ‘mperator, ben lo farei;
a tutti tagliarei lo capo a tondo.
S’i fosse morte, andarei a mi’ padre;
s’i fosse vita, non starei con lui;
similemente faria da mi’ madre.
Si fosse Cecco com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le zoppe e vecchie lasserei altrui.

Cecco Angiolieri (1260-1313?)