Tag Archives: translation

Un secolo, più o meno

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Un uomo intraprende un viaggio, una donna no.
Le betulle invece mormorano nel canto
di un uccello invisibile, la foresta recede incessante.

Essere soli e senza scopo: un seme
portato dal vento su pietre piatte stese
sulla riva remota. Testimone di notizie,

canti, mielina. Una delle nostre ultime è
una successione di costole distinte e vaste
in preda a collasso improvviso. Madre, scelta

non abbiamo. Madre, lui conta le nostre deboli ossa.

(Tradotto con permesso dall’originale inglese di Joan Naviyuk Kane)
#translationthurs

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#GloPoWriMo 2018 19 – Preghiera di Demetra ad Ade

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Solo questo chiedo per te: conoscenza.
Capire ogni desiderio ed il suo limite,
sapere che siamo responsabili per le vite
che cambiamo. Nessuna fede è gratuita,
nessuno crede senza dover morire.
Per la prima volta ora
mi è chiaro il percorso che hai creato,
l’intero terreno una scoria,
nonostante tu sognassi ricchezza
di fiori.
Non ci sono maledizioni, solo specchi
davanti alle anime di dei e mortali.
E ora anch’io rinuncio a questa fede.
Credi in te stesso,
avanti – vedi cosa succede.

 

Rita Dove, “Demeter’s Prayer to Hades”, from Mother Love, W.W. Norton, New York 1995.
Translated by permission of Rita Dove.

#GloPoWriMo 2018 12 – From profane spaces

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me, like this:
between two commas, an aside,
explained in a detail

then I am the comma you removed
the one you moved

the full stop
the indent
the key word at the end of the back cover

in the exclamation point
you placed me I placed you
on the continuous axis

no line spacing no separation
twentyeight lines in a single breath
including the title and
the signature

read me over again
and while you do
I flow freely
you find me in the second chapter
in the following page
printed black on white

no backspace
we go to print
beats and all

(#translationthurs
original Italian by Elisabetta Destasio Vettori)

#GloPoWriMo 2018 10 – Calore e acqua calda

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Dimmi ancora come ami la metà lei e la parte lui di me.
Mostrami con la bocca le mani i fianchi che non c’è un solo lembo di pelle mia intonso. Invalicato. Invisibile.
Lasciami portare quella borsa. Ce l’ho, tesoro. Ce l’ho.
Lasciami appenderti il cappotto e mettere l’acqua a bollire.
Lascia che le mie dita trovino quel punto sul collo che ti fa sempre male.
Lascia fare a me.
Ho lavato le lenzuola prima che venissi qui. Vieni qui e fammi ricordare l’odore del tuo collo e conservarlo per un’altra volta.
Mio amore jet-laggato. La tua mancanza è la mia sola costante.
Nelle ore più piccole mi sveglio e mi ricordo che ho ancora altre quattro notti di te.
Farai scivolare la tua mano calda sotto il mio torso e mi sposterai nel sonno.
Ti svegli prima di me perché è già mattina tardi a Toronto.
Nemmeno il cane riesce a toglierti gli occhi di dosso mentre balli in cucina.
Sorridi con quel sorriso che metti da parte per me e mi dici di non indossare una maglia per potermi guardare mentre preparo il caffè.
Proprio così, dici.
Proprio così.

 

#translationtuesday
originale inglese di Ivan Coyote, ‘Heat and Hot Water’

#GloPoWriMo 2018 6 – Homework

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For next week, then,
I want you to fall in love
with someone who doesn’t
speak the same language as you.
I want you to explore
all conjugations of the verbs
to feel to stumble to fumble.
I want you to analyse
the syntax of their collarbone
and the irregular construction
of the skin on their belly.
How their intonation rises
with each questioning look
in the way that their voice
does not. How the structure
of their arms has possessive
qualities, and it calls to you
in the singular and the plural.
How there is no need for a third
person. How the present
might or might not seem perfect
and the rules behind it follow
no rhyme nor reason anyway.
How tongues are the least
important part of the conversation
when the punctuation is made
by the sounds of your study.

What you will learn is
for you and you alone but
share the lesson wide.

based on a conversation almost had during teaching

#GloPoWriMo 2018 5 – Ancora, un’altra volta

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Voglio dire che da qualche parte
ci sono due stelle in orbita l’una
dell’altra

ognuna convinta che l’altra sia
il sole, e da qualche altra parte c’è
un piccione

il volo diretto verso l’orizzonte perché
sa che non è ancora a casa. Voglio
dire

che ad un certo punto c’era un castello,
e ora non c’è più. Da qualche altra parte, un fiume
ha scavato

un canyon per poter baciare l’oceano sulla bocca.
Qui, la mia mano trova la tua e dall’altra
parte del mondo

un continente perduto trema. Chiunque chieda
perché ci servono le arti deve capire che alcune
fondamenta

dell’essere sono, come atomi, invisibli finché
non hai gli strumenti giusti. Quando ero
piccola

stavo seduta dietro in macchina e guardavo
le gocce di pioggia rincorrersi sul vetro, riunendosi
a

vecchie amiche lungo la strada. Anni dopo, mi hai baciata
sotto nuvole di tempesta e mi sono ricordata che
la quantià

d’acqua sulla terra è sempre stata la stessa.
Lo scorso inverno mi hai salutata alla stazione ed io
sono precipitata

dentro di te, esultando per averti trovato di nuovo.
Voglio dire che ti amo troppo perché questa
sia solo la prima volta

 

#translationthurs
originale in inglese di Emily Chou

#GloPoWriMo 2018 3 – I want to be a permanent guest of your lips

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I want to be a permanent guest of your lips
see you wake up
watch you sleep
and eventually if you want
make love too
all night
and all morning
we have lunch
then after
again
then after
we fuck
we pretend
the end of the world
is near
we bar the door
we pretend the horde
of zombies has taken the streets
see them crawl between the smoke and flames?
Don’t make a sound
covered by these covers
no one can harm us.

Let’s pretend it’s worth it
to tell us to do us to kiss us
in these zombie times.
In these zombie times
each time
is like
the last time.

Let’s pretend the last time
was second to last
and back all the way
to the first time
when you looked at me
with those smiling eyes of yours.

I’ll tell you that I heart you
you’ll ask: what about the other organs?
I all the other organ you.

As meanwhile outside
the apocalypse
is bucketing down
we’ll be able
to laugh together.

 

#translationtuesday
original Italian by Guido Catalano, from Ogni Volta che mi Baci Muore un Nazista

Summer, by Natalia Ginzburg

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I wanted to die because a man, but also because of so many other things, because I owed my mother money, and because the caretaker stank, and because summer was hot, blazing, in the city full of memories and roads, and because I thought that I could be of no use to anyone, in that state.

From Summer, full text in The Short Story Project.
Original Italian by Natalia Ginzburg.

#GloPoWriMo 2017 30 – ho sempre amato i denti di leone

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amato quei fiori testardi
che spuntano in posti che volentieri
ignoreremmo, come tra le crepe
dei marciapiedi e su giardini
che conoscono l’importanza di
ospiti improvvisi. Sempre
amato come mi si sfregano contro
le caviglie con le facce piene
di sole, e come, con l’età,
imparino a volare ed esaudire
desideri. Forse possiamo tutti
diventare angeli un giorno. Forse
possiamo fiorire nei posti che non
ci accolgono. Forse ti amerò
per sempre perché io ti ho
sempre amato, il fiore che
spinge tra terra e rovine
e chiama i semi rimasti
a dormire: ‘Forza! C’è
spazio per tutti. Rendiamo
questo posto bellissimo. Possiamo
rendere questo posto bellissimo.’

[Originale in inglese di Emily Chou, ‘I have always loved dandelions’]

#GloPoWriMo 2017 27 – untitled translation

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by Alex Valente
Original Italian by Nadia Campana (1954-1985), untitled from Verso la Mente

more of the living during the journey
many horizons for hours and hours
submerged in distance
between the canes and the holes
water turn to air
take the fall
use your lips

via UNTITLED — The Norwich Radical